Viaggiare lavorando con Workaway: come funziona?

Per chi ama viaggiare ma ha pochi soldi consiglio vivamente Workaway, un’ottima community per lo scambio culturale, che ti permette di lavorare come volontario ovunque nel mondo, in cambio di vitto e alloggio!
Per me è stata una vera e propria manna dal cielo! Ho utilizzato questa piattaforma giù due volte andando in Irlanda e Danimarca, e visto che spesso mi vengono chiesti dei consigli, ho pensato di mettere la mia esperienza a vostra disposizione nero su bianco.
Prima di tutto, tenete presente i benefici: potete vivere all’estero per un lungo periodo senza particolari investimenti (cercare casa in affitto o un lavoro che ci mette un po’ ad arrivare), immergervi totalmente in un’altra cultura e in un’altra lingua (altro che costosi corsi di inglese!!), e sentirvi non semplici turiste ma local. Senza contare il fatto che avrete abbastanza tempo libero per muovervi nel Paese che vi siete scelte e che, immagino, non vedete l’ora di scoprire!
Ma bando alle ciance, vediamo nel dettaglio come funziona.

Chi può iscriversi?
Può diventare una workawayer chiunque abbia più di 18 anni, mentre l’età massima (per fortuna) non è contemplata.

Come ci si iscrive?
Direttamente sul sito www.workaway.info con carta di credito o PayPal, al costo di 29 euro se viaggiate da sole, 38 in coppia. La durata è di un anno. Effettuato il pagamento, potete creare il vostro profilo: dovete presentarvi con una descrizione e almeno una foto, compilare vari campi in cui specificare le competenze, il tipo di aiuto che potete offrire, i Paesi e il periodo di interesse, le lingue parlate.
A loro volta, anche gli host hanno il loro profilo con tutte le info utili: tipo di lavoro, alloggio (camera singola, in condivisione, roulotte, tenda ecc.), numero di volontari richiesti, disponibilità (alcuni mesi sono già al completo) e così via.

Quali sono i nostri obblighi?
Dovete lavorare 5 ore al giorno, 5 giorni la settimana. L’host da parte sua garantisce vitto e alloggio gratis. Devo dire che alcuni non includono il cibo: io li scarto a priori, a mio parere non è uno scambio equo e corretto. Dove sono stata comunque il frigo era sempre pieno!

Che tipo di lavoro possiamo trovare?
La lista sarebbe infinita, ma generalmente si richiede aiuto nella manutenzione della casa, nel babysitting, nelle opere di ristrutturazione e negli eco progetti, nel giardinaggio e la cura degli animali, ma anche in attività come ostelli, alberghi ecc.

Come funziona?
Prima di tutto dovete trovare gli host che vi interessano all’interno di una lista: scegliendo il Paese (ed eventualmente inserendo una parola chiave per restringere il campo) appaiono i profili di tutti quelli che rientrano nella casistica. Non resta altro che contattarli e aspettare una risposta!
A loro volta, in caso in cui abbiano bisogno di un volontario, gli stessi host possono scrivervi facendo una ricerca fra i profili dei workawayer.
Al termine di ogni soggiorno, entrambe le parti possono rilasciare un feedback sulla propria esperienza, che sarà visibile sui rispettivi profili.

Per quanto tempo ci possiamo fermare?
Dipende, alcuni host vogliono almeno 1 mese di permanenza, altri accettano anche un paio di settimane, non c’è una regola insomma, è soggettivo.

Possiamo guadagnare qualcosa?
Se l’host vi chiede di lavorare più di quanto stabilito in genere vi paga. Io non mi sono trovata in situazioni simili ma so che succede.

viaggiare lavorando con workaway
Photo credit: workaway.info

I CONSIGLI DELL’ESPERTA

Create un profilo interessante: è un vero e proprio curriculum, quindi dovete far capire chi siete e quali sono i vostri punti di forza per convincere chi legge a scegliere voi. Più foto mettete meglio è, sempre sorridenti e che facciano trasparire il vostro entusiasmo!
Scegliete con attenzione il tipo di esperienza che fa per voi: io quando viaggio amo conoscere molta gente, soprattutto se proviene da mezzo mondo, per cui in Irlanda ho lavorato un mese in un ostello, in Danimarca due mesi in un hotel. Altri invece preferiscono la tranquillità di una famiglia, o stare a stretto contatto con la natura in fattorie o facendo giardinaggio. Insomma dipende dalla vostra indole. In ogni caso, vivrete a stretto contatto con diverse persone, spesso condividendo casa, camera, cucina, bagno, lavatrice e via dicendo, quindi massima elasticità e niente puzza sotto il naso! La mia filosofia è che meno si è schizzinose, meglio si vive. Un simile scambio culturale non farà altro che arricchirvi!
Muovetevi per tempo e contattate più host: a volte la loro risposta è immediata, a volte invece arriva dopo settimane o non arriva per niente, per cui giocate d’anticipo per avere più chance. Per la vostra selezione leggete con attenzione i feedback lasciati dagli altri workawayer, da lì capirete tutto! Meglio non fidarsi se non ce ne sono, anche se ad esempio l’ostello irlandese non aveva recensioni ma ho seguito l’istinto e mi sono trovata benissimo!
Scegliete host che ospitano più volontari: è più divertente e potete socializzare facilmente. Io in questo modo ho lavorato con statunitensi, argentini, estoni, canadesi, polacchi, islandesi, francesi, tedeschi! Ho avuto la fortuna di incontrare persone meravigliose con cui sono tutt’ora in contatto!
Siate elastiche nella gestione degli orari: in base al tipo di lavoro possono esserci esigenze diverse, basta chiarirsi con il proprio host prima di partire in modo da evitare incomprensioni. Non è detto poi che i giorni di riposo coincidano con i week end o siano consecutivi. Nel mio caso ad esempio erano stabiliti in base a turni settimanali, ma li ho sempre concordati di volta in volta, soprattutto se volevo avere due giorni di seguito per andare a visitare qualche località lontana.

Ecco questo è quanto, e ciliegina sulla torta, guardate questo video! Per farvi un’idea più precisa, sul sito potete dare un occhio alla Host List anche se non siete iscritte. Per me sono state esperienza davvero fantastiche, cercavo un modo diverso di viaggiare e l’ho trovato. Buon viaggio a tutte quindi!

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