Diari dalla Transilvania: benvenute in ostello a Cluj

 

Pace, relax, amache in giardino, ospiti da mezzo mondo: vi presento l’ostello in cui lavorerò come volontaria tramite Workaway fino a settembre. Si trova a Cluj, città universitaria (e dei festival) della Transilvania

E buongiorno ragazze, rieccomi dopo molti giorni di silenzio dal mio arrivo in Romania… Prima che travel blogger per hobby sono viaggiatrice per passione, e giunta a Cluj-Napoca, capitale ufficiosa della Transilvania dove resterò fino a settembre, ero troppo curiosa di scoprire quello che mi circondava per mettermi a scrivere. Per intenderci, Cluj è la seconda città più importante del Paese dopo Bucarest, e quella con il maggior numero di studenti grazie alla sua Università (le dedicherò ovviamente un articolo con tutte le info e le dritte che sto raccogliendo).

in ostello a cluj

Per arrivare a Cluj da Timisoara (ecco la mappa), città nella regione occidentale del Banato in cui sono atterrata, ho preso due treni per un totale di quasi sette ore di viaggio. Durante la prima tratta ho visto una pianura infinita di campi coltivati e moltissimi girasoli, nella seconda invece colline boscose e ruscelli.
A Cluj si trova lo Youthink Hostel, dove lavoro come volontaria tramite Workaway, e devo dire che è ancora meglio di quello che mi aspettavo. L’avete vista l’amaca nella homepage del sito? Dà esattamente l’idea dell’atmosfera che si respira qui. La location è super: una villa dei primi del 1900 sulla collina con un giardino in cui le amache per l’appunto regnano sovrane. Ci sono tre dormitori e una camera privata per un totale di soli 25 letti. Più che un ostello è una grande casa in cui si condivide la cucina e il salotto, un’oasi di freschezza durante i caldissimi pomeriggi che raggiungono anche i 38 gradi. Qui si fanno meravigliose pennichelle abbracciate ai puff, si legge, si ascolta musica, si gioca a scacchi, si lavora, si scrive (lo sto facendo dal divano, bevendo un ghiacciato tè alla menta).

ostello a cluj

Appena arrivata però, come mi succede sempre, ho avuto un po’ di malinconia. A voi capita? Dopo tanta attesa, quando raggiungete la meta non avete paura le vostre aspettative siano state esagerate, di trovarvi male, di aver fatto la scelta sbagliata? A me sì. Del resto l’avventura è fatta anche di momenti di fragilità, che vanno accettati perché siamo umane e fanno parte del gioco. Mi sono concessa il giusto tempo per ambientarmi: ho conosciuto il proprietario dell’ostello, Bogdan, un trentenne che appare e scompare portando con sé una ventata di pazza energia, il manager, Vlad, super professionale e disponibile, e le ragazze che lavorano fisse e che si chiamano proprio come me! C’è poi Soni, il giardiniere che ama la Pausini e cucina prelibatezze rumene da leccarsi i baffi. Ad accomunare queste persone, tanta gentilezza e simpatia.

ostello a cluj
Aperitivo con zacusca fatta in casa, una salsa tipica rumena, e la Ursus, birra locale

Gli altri workawayer sono un brasiliano, una coppia sempre di sudamericani (lei colombiana, lui cileno) e un australiano nato da genitori rumeni che è venuto a scoprire le sue origini. L’altro giorno poi è arrivato un francese che a inventarlo non sarebbe venuto così bene: minutissimo, va in giro saltellando perennemente in boxer, non sta zitto un secondo (parla con persone, animali, cose, se stesso) e ha la voce di Amanda Lear. Ah, dimenticavo, si è presentato con un gatto morto da sotterrare in giardino. A proposito di animali, ci sono tre cani, un gatto, e un coniglietto che quando fuori fa troppo caldo lo portano e sfiatare in salotto: questa è la ciliegina sulla torta del mio paradiso personale. Senza contare che per lo staff la birra è gratis.

ostello a cluj
Petrica il coniglio e Iliuza il gatto

Non immaginavo poi, onestamente, ti trovare in ostello ospiti provenienti da mezzo mondo. Sarà che noi italiani la Romania non la consideriamo, ma qui ci sono americani, spagnoli, inglesi, francesi, tedeschi e ovviamente tanti dell’Est Europa. Ho conosciuto anche il primo iracheno della mia vita!
Alla vita in ostello poi ci si abitua: sono solo 10 giorni e magari fra altri 10 vorrò uccidere tutti, ma ora riesco a dormire anche se mi cade un asteroide di fianco e con un occhio di bue puntato in faccia. Anzi, per me il letto in dormitorio ora è luxury: per quattro giorni mi hanno spostato nella roulotte in giardino che vedete nella foto, senza elettricità, bagno e serratura (basta tirare la corda, spingere con un legno la maniglia rotta et voilà la porta si apre). L’ostello infatti era overbooked per l’Untold Festival: mai sentito? è uno degli eventi musicali più importanti d’Europa che raduna oltre 300.000 persone, leggete qui. Insomma la mia capacità di adattamento sta per conseguire il master, e scusate ma sono fiera di me! Penso sia una delle grandi doti che un vero viaggiatore debba avere.

ostello a cluj

In questi giorni poi mi sono fatta un’idea dei posti che voglio visitare in Transilvania, compatibilmente con gli impegni in ostello e con i trasporti che purtroppo sono lenti e carenti (ho fatto la rima). Nel mio primo giorno libero sono andata a Rimetea, un delizioso villaggio fra le montagne (testato l’autostop insieme al brasiliano, qui si fa d’abitudine), domani se mi sveglio mi unisco a un tour per fare trekking sui Monti Apuseni, nei Carpazi (l’appuntamento è alle 6:45…). Poi voglio dormire una notte nelle gole di Turda, a soli 20 km da Cluj. Altri must sono la fiabesca città di Sighisoara, il gioiellino medioevale di Sibiu, e Brasov, dove si trova il castello del conte Dracula.
Questo è più o meno il piano di battaglia, da cui verranno fuori tanti begli articoletti. Ma il viaggio è sempre in divenire, chi lo sa, magari mi innamoro di un rumeno di Constanta che mi porta al mare e apriamo insieme un chiosco vegano sulla spiaggia. Vi terrò aggiornate.

 

 

ostello a cluj

 

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mari ha detto:

    Cara, che bell’ esperienza che stai facendo! I momenti di sconforto sono normali, vanno e vengono ed è giusto farli entrare, coccolarli un po’, prestare loro un pochino di attenzione e poi lasciarli andare. Soprattutto in un lavoro come quello che stai facendo, sempre a contatto con le persone, devi mettere in conto che i caratteri siano tanti e vari e qualcuno potrebbe deludere le tue aspettative (e il tuo modo gentile). Nel caso vivi e passa oltre. Ma so che è un consiglio che conosci già 😉

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    1. Sì è un consiglio che conosco già, ma fa sempre piacere sentirsi dire queste parole, perché siamo tutte nella stessa meravigliosa e pazzissima barca 🌷

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