Sofia da scoprire (e amare): cosa vedere in tre giorni

Fuori dalle rotte turistiche di massa, Sofia è un gioiellino di autenticità che sfodera un incredibile mix culturale e un’atmosfera piena di energia

Ho scelto di visitare Sofia principalmente per due ragioni: perché è super economica, e perché avevo bisogno di qualcosa di diverso dalle solite mete. Temevo però una delusione perché nelle foto sul web, a parte la famosa cattedrale non si vedeva altro. Invece mi ha folgorata: la capitale della Bulgaria, un crocevia fra Grecia, Turchia ed Est Europa, è infatti un gioiellino ancora fortunatamente snobbato dal turismo di massa, con un incredibile mix culturale, storico e architettonico. Ma soprattutto è meravigliosamente autentica.

sofia cosa vedere in tre giorni

La cosa più bella è che non serve fuggire dai percorsi turistici con mille negozi di souvenir per trovare la città vera. A Sofia è tutto come deve essere: uno spaccato di vita quotidiana nudo e crudo, con gli impiegati in pausa pranzo, la mamme che vanno a prendere i bimbi fuori da scuola, le vecchine al mercato. Se poi aggiungiamo il suo patrimonio culturale siamo a cavallo: sapete che è una delle capitali più antiche d’Europa, dopo Atene e Roma? Fondata dai traci, conquistata dai romani nel 29 a. C., contesa tra bulgari e bizantini, passò sotto l’impero ottomano per ben cinque secoli, fino alla fine del 1800 quando la guerra russo-turca sancì l’indipendenza bulgara. Distrutta nella seconda guerra mondiale, cadde sotto l’influenza sovietica. Tutta questa storia si percepisce camminando per le sue strade, dove ogni tanto pare di stare a Belgrado, Vienna o a Istanbul.

strade

Sofia (ecco la mappa) ha un centro raccolto che si presta bene per una visita di tre giorni senza serratissime tabelle di marcia. Siete pronte a imparare il cirillico? È l’alfabeto ufficiale ma tranquille, in centro le strade sono anche scritte in quello latino per gentilezza verso i forestieri.
Per toccare subito con mano il multiculturalismo di Sofia partite dal complesso archeologico di Serdika: questo era il nome dell’antica città romana, come testimoniano le rovine venute alla luce durante la costruzione dell’omonima stazione metropolitana (circa 9.000 metri quadri di mura e via dicendo). In quest’area gli edifici religiosi di diverse fedi convivono meravigliosamente. La Bulgaria è a maggioranza ortodossa, quindi possiamo vedere la Cattedrale di Sveta Nedelia (ricostruita dopo un attentato esplosivo che nel 1925 contò molte vittime), la minuscola Chiesa medievale di Sveta Petka e la splendida Chiesa di Sveti Georgi (o Chiesa Rotonda per la sua pianta circolare), la più antica di Sofia, risalente al IV secolo.

san giorgio

A renderla ancora più speciale è la sua ubicazione: è circondata da solenni palazzoni comunisti. Se date le spalle al monumento a Sofia (controverso perché ritenuto troppo erotico e pagano) e vi incamminate lungo la via ammirerete un vero e proprio tributo all’architettura socialista/barocco stalinista. Entrando in uno di questi enormi edifici alla vostra destra, vi troverete davanti questa piccola chiesetta tonda in mattoni rossi. Dalla strada infatti  non si vede, ci sono arrivata per caso. Quest’area fu la più bombardata durante la seconde guerra mondiale, e venne ricostruita in base ai canoni sovietici: a quei tempi l’ultima cosa che interessava era dare risalto a una chiesa. Qui c’è anche il Palazzo Presidenziale, sede degli uffici della presidenza bulgara, con tanto di cerimonia di cambio della guardia all’entrata (a ogni 55° minuto). Uscendo da questo complesso c’è il Museo Archeologico Nazionale, ex moschea del 1400 diventata il più antico museo della Bulgaria (aperto nel 1892).

cambio guardia

Ma in questo stupendo mix culturale abbiamo anche la Cattedrale cattolica di San Giuseppe e la Moschea di Banya Bashi, l’unica ancora in attività, un tempo parte di un grande complesso termale. Costruita (pare) dall’architetto più famoso dell’impero ottomano, svetta nel cielo col suo minareto rosso.
Dietro la moschea c’è il Museo di Storia Regionale, un tempo bagno termale come testimoniano le Fontanelle pubbliche poco lontano: in molti vengono a riempire bottiglie con un’acqua minerale calda (si dice curi il mal di stomaco, il mal d’amore…). Poco distante, per chiudere il cerchio della “piazza della tolleranza”, c’è la Sinagoga con il suo piccolo museo (ragione per cui si chiede il pagamento di un ticket all’ingresso). È la più grande sinagoga sefardita d’Europa.
Unendo sacro e profano, qui c’è anche un centro commerciale molto bello (Tsentrali Hali), che mi ha catapultato direttamente a Budapest, dove i mercati coperti hanno la stessa struttura.

centro comm

Altra tappa imperdibile a Sofia è il parco cittadino, meglio noto come City Garden, il più antico della città. L’ho visitato appena arrivata ed è stato un biglietto da visita fantastico. Dal punto di vista dell’atmosfera abbiamo perle di vita bulgara coi vecchini che giocano a scacchi e a dama come non ci fosse un domani, coppiette, ragazzini e famiglie che vengono a rilassarsi sulle panchine. Non mancano la musica dal vivo e personaggi piuttosto pittoreschi. Dal punto di vista culturale invece abbiamo sul lato sud la Galleria d’Arte, sul lato nord l’ex Palazzo Reale che ospita anche il Museo d’arte nazionale e il Museo Etnografico, ma soprattutto sul lato est, di fronte a una stupenda fontana, c’è il Teatro Nazionale Ivan Vazov che lascia letteralmente a bocca aperta: costruito nel 1907 da due architetti austriaci, è rinato dalle sue ceneri dopo un incendio degli anni Venti ed è uno dei palazzi più riccamente decorati di Sofia.

teatro

Spostiamoci poco lontano, dove abbiamo il vero e proprio simbolo cittadino (e del Paese), la Cattedrale di Aleksander Nevski: l’avrete sicuramente vista in mille foto con le sue cupole dorate. Il nome non è di un santo bulgaro ma di un principe guerriero russo, eroe nazionale nella guerra contro i turchi di fine Ottocento. Questo stupendo edificio noebizantino, costruito a cavallo fra i due secoli, è in memoria delle migliaia di soldati russi che morirono durante il conflitto per l’indipendenza della Bulgaria. Poco distante c’è un delizioso parchetto con bancarelle che vendono icone, quadri e via dicendo.
Vicino alla cattedrale c’è un’altra perla, la Chiesa di Sveta Sofia, da cui la città prese il nome (la parola viene dal greco, lingua principale di quel periodo, e significa “saggezza”). Meravigliosa anche la Chiesa di Sveti Nikolai, nota anche come Chiesa Russa, con la sua cupola a cipolla.

cipollone

Ma quello che vi consiglio di fare a Sofia è andare a zonzo in libertà, perché ha una rete di strade e viette che ammalia. Parlo in particolare della zona centrale racchiusa a sud di Serdika, tra la cattedrale Aleksander Nevski e Makedonia Bulevard a grandi linee. Io me ne sono innamorata. Sono tutte perpendicolari e parallele di Vitosha Bulevard, la via pedonale dello shopping e dello struscio. La mia via preferita in assoluto è Tsar Shishman, piena di bei negozi e ristoranti. È molto lunga, percorretela tutta e non vi pentirete. A un certo punto si affaccia su una grande piazza dove c’è la bellissima Chiesta di Sveti Sedmochislenitsi: nata come moschea nel 1500, diventata deposito di armi dopo l’indipendenza, venne trasformata in chiesa ortodossa per volere dei cittadini.
Molto bella è anche Ulitsa Denkoglu, in cui davvero pare di stare a Istanbul tra gatti, palazzi con bovindi e aria popolare.

chiesa shish

Altra chicca imperdibile di Sofia è il Mercato delle Donne, in Bulevard Stefan Stambolov, poco lontano da Serdika. Si tiene tutti i giorni, l’orario non l’ho capito perché nessuno parlava inglese. Qui infatti entrate in contatto con la gente quella vera, che va al mercato per comprare prodotti freschi a poco. Non ci sono turisti, ma una flora e una fauna very made in Bulgaria. Lustratevi gli occhi coi colori di frutta e verdura, annusate il profumo del miele e delle spezie, compratevi qualche erba aromatica (io ho fatto incetta di menta per il tè, tipica in Europa dove sono passati gli Ottomani). Puntando verso sud ci sono vie caratteristiche come Ulitsa Pirotska, una strada pedonale molto carina.
Spero di avervi incuriosito coi miei racconti. Certo non aspettatevi da Sofia un impatto stile Parigi o Amsterdam, ma se vi abbandonate al suo delicato fascino dell’Est, se uscite dai classici stereotipi della bellezza imposta, resterete davvero sorprese.

mercato donne

CONSIGLI DI VIAGGIO

Come arrivare
L’aeroporto di Sofia dista soli 6 chilometri dal centro, a cui è collegato dalla linea blu della metropolitana al terminal 2 (il biglietto costa 1,60 lev, circa 80 centesimi al cambio attuale, contatene due se avete un grande bagaglio). In 30 minuti siete a Serdika.

Come muoversi
Per il centro di Sofia ci si muove facilmente a piedi, altrimenti ci sono due comode linee metropolitane (la 1 rossa e la 2 blu ) e mille mezzi in superficie che vanno ovunque. Ho sentito spese pazze per i taxi, controllate sempre siano esposte le tariffe, in genere 1 lev (50 centesimi) per 1 chilometro.

Dove dormire
Sono stata all’Hostel Mostel, l’ostello perfetto: per soli 11 euro a notte ho dormito in camerata mista da 8 e, tenetevi forte, colazione e cena vegetariana sono incluse. Fantastica la grande sala comune dove fare due chiacchiere. Unica pecca, pochi bagni per tante persone, ma davvero glielo si perdona senza problemi. Lo staff è super e la posizione ottima (10 minuti a piedi da Serdika).

Dove mangiare
In un ristorante senza troppe pretese si mangia con 10-20 lev (5-10 euro) e per quel poco che ho visto la cucina bulgara è davvero tanta roba!

Pod Lipite
Indirizzo: Ulitsa Elin Pelin 1, Sofia
Non perdetevi questo ristorante perché è una meraviglia bulgara. Esiste dal 1926 e occupa una splendida villetta d’altri tempi al limitare del Parco Borisova Gradina. Cucina e atmosfera più che tipiche. Il menù è una bibbia. Per due polpette, patate con formaggio (sublimi), pane all’aglio e una birra media ho speso 16 lev (circa 9 euro). Approfittatene e fate un giro nel parco e nel quartiere, che è residenziale e molto tranquillo.

The little things
Indirizzo: Tsar Shishman 37, Sofia
Qui l’atmosfera è completamente diversa, andiamo sull’hipster, ma è davvero un bel posto, sia che sediate nel cortile condiviso con altri locali, sia all’interno che è arredato con super gusto. Io ho scelto le melanzane ripiene con formaggio, cipolla, olive ecc. e tè alla menta e ho speso 13 lev (circa 7 euro).

Made in Blue
I
ndirizzo: Ulitsa Yuri Venelin 6, Sofia
Non sono stata in questo bar/ristorante, sono solo passata ma è un posto talmente stupendo che gli do fiducia e vi dico ANDATECI, anche solo per l’atmosfera e il gusto con cui sono arredati i tre piani di questa villa verde smeraldo! L’ultimo poi è un paradiso.

Free tour
Partecipate perché i ragazzi di questa associazione vi portano a spasso per due ore spiegandovi tutto (fantastico Nikola). Ci si trova tutti i giorni di fronte al palazzo di giustizia (quello coi grandi leoni all’angolo tra Vitosha Bulevard e Ulitsa Alabin) alle 11, 14 e 18 in bassa stagione, anche alle 10 in alta. È gratuito ma è doveroso lasciare una mancia non inferiore a 5 lev (2,50 euro circa). Un altro tour gratis è quello ebraico, mentre a pagamento ci sono quello culturale, comunista e alternativo (dai 9 ai 12 euro).

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Tra le città che ho visto negli ultimi anni Sofia è tra quelle che mi è piaciuta di più. Come dici tu è autentica, e il fatto che fortunatamente non sia stata ancora invasa dal turismo di massa aiuta a mantenere questo fascino decadente.
    Ho adorato il mercato delle donne: ho mangiato dalla prima all’ultima bancarella 😉

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    1. Ahahah beata te io avevo già in mente di andare al ristorante e quindi mi sono tenuta la pancia vuota. Non so te ma questo viaggio mi ha fatto venire una gran voglia di tornare e vedere ancora più Bulgaria!

      Piace a 1 persona

      1. Anche io avevo già in mente di andare al ristorante ma c’è da dire che avevo saltato pranzo perché eravamo in volo 😉

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