Tour per i mercati di Palermo: frutta, verdura & cultura

Visitando i mercati di Palermo si prendono tre piccioni con una fava: si respira l’atmosfera tipica, si gusta il cibo di strada e si scoprono le bellezze della città. Da Ballarò alla Vucciria, dalla Kalsa fino al Capo vi porto a spasso per i quartieri antichi 

Appena arrivo in un posto sconosciuto, una delle prime cose che faccio, e che consiglio fino a diventare afona, è visitare un mercato. Per me è in assoluto il modo migliore per capire dove ci si trova, non solo perché il cibo è una fetta di cultura fondamentale di un popolo, ma anche (e soprattutto) perché si incontra la gente comune, quella che deve far quadrare i conti e che si presenta così com’è, senza troppi fronzoli: la massaia provetta, la vecchina curva sotto il peso del carrello della spesa, l’impiegata di corsa in pausa pranzo. Uno spaccato di vita locale vera insomma.
Questo vale ancora di più per una città come Palermo, dove i mercati rionali del centro storico (fra i più grandi d’Europa) si susseguono per le vie attraversando la città in tutto il suo splendore.

mercati di palermo

Banchi di frutta e verdura convivono con chiese ed edifici antichi in un mix incredibile di vita quotidiana e bellezza secolare. Si beccano così due piccioni con una fava, anzi tre: si respira l’atmosfera tipica, si fa un tour della città e si delizia il palato. Lo sapete infatti che Palermo è nella top five delle città con il miglior cibo di strada del mondo?
Dopo questa cornice, non ci resta che andare alla scoperta della città! Premessa: come vi ho già spiegato nei consigli per le polentone, i mercati palermitani sono una botta di carnalità allucinante, in cui non ci sono solo grida ma anche colori, odori e sapori altrettanto veraci che si aggrovigliano in una danza di energia vitale senza freni! I mercati che vi descriverò sono principalmente alimentari, ma si può comprare di tutto: dalle lumachine ai cd dei Ricchi e Poveri, dalla girandola antistress al pesce spada appena pescato.

mercati di palermo

Vi propongo esattamente il percorso che ho fatto io, ideale se avete pochi giorni a disposizione per scoprire il meglio di Palermo… ci vorrebbe almeno-almeno una settimana, ogni metro sprizza arte e cultura da tutti i pori (non a caso sarà la capitale italiana della cultura nel 2018).
Prima di tutto, guardando la mappa del centro storico appare chiara la divisione in quattro quartieri antichi per opera di due vie perpendicolari, Vittorio Emanuele e Maqueda. Queste si incrociano ai Quattro canti, o Piazza Villena, l’ombelico cittadino noto per i suoi quattro splendidi palazzi del Seicento, uno per ogni angolo. I rioni sono l’Albergheria, il Capo, la Vucciria e la Kalsa, ognuno con il proprio mercato (ecco la mappa).
Quello del CAPO è uno dei più vivaci in assoluto, il cui ingresso principale è a Porta Carini (se invece proseguite su Via Volturno, a poca distanza c’è Piazza Giuseppe Verdi con l’imponente Teatro Massimo). Quando si oltrepassa la Porta è un po’ come entrare in un girone tutt’altro che infernale, dove il calore del Sud prende il sopravvento in tutta la sua potenza. Il biglietto da visita della città di mare viene dato subito dalla Pescheria Isgrò, in Via Porta Carini per l’appunto, una vera è propria boutique del pesce. Ho fatto due chiacchiere con una signora che me l’ha descritta come la migliore di Palermo… vogliamo crederle? A un primo sguardo direi di sì!

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Consiglio una tappa poco più avanti al Panificio Putano: solo metterci piede è pura esperienza, tra filoni di pane, arancine, foto di famiglia e di santi… a Palermo tutto si unisce e si mescola. A fare da cornice alle bancarelle della via, la Chiesa dell’Immacolata Concezione e quella di Sant’Ippolito.
Svoltando a sinistra si incontrano altri due mercati, quello di Via Sant’Agostino e di Via Bandiera (quest’ultimo dopo l’incrocio con Via Maqueda). Se invece proseguite lungo Via Porta Carini verso Piazza Beati Paoli e Piazza Capo, nel cuore del rione, arriverete a Piazza Sett’Angeli, a un passo dalla Cattedrale di Maria SS. Assunta (nella foto), uno dei fiori all’occhiello della città… letteralmente da mille e una notte!

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Ora entriamo in un altro quartiere, quello dell’ALBERGHERIA, forse il più ricco di storia di tutta Palermo. Dando le spalle alla cattedrale, andate alla vostra destra lungo Via Vittorio Emanuele: non perdetevi Piazza della Vittoria, dove si trova Villa Bonanno con le sue altissime palme, e la maestosa Porta Nuova. Ma un posto speciale va al Palazzo dei Normanni, fulcro del potere cittadino dagli arabi fino ai Borboni, con la famosa Cappella Palatina, uno dei tanti gioielli palermitani.
Se invece prendete Via Vittorio Emanuele in direzione opposta svoltate a destra in Via Protonotaro: in meno di 2 minuti vi addentrerete in quello che è il mercato di Palermo, un tripudio di gusto, vivacità e di tutti gli stereotipi che avete in mente: ladies and gentlemen, ecco a voi il mercato di Ballarò! Già quello del Capo è bello, ma qui tutto si moltiplica all’ennesima potenza.
Fate pausa all’Antica Caffetteria di Maria in Via Ballarò, sedetevi a un tavolino sulla scalinata e rinfrescate le membra con una bella granita al limone; se invece volete carboidrati ci sono tutte le sfiziosità siciliane!

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Ripreso il tour, proseguite verso Piazza Carmine e mangiatevi un bello sfincione al baracchino: dallo scrigno segreto uscirà un trito di cipolla e pomodori (senza acciughe però, come invece vorrebbe la tradizione ma chissenefrega era buonissimo lo stesso) sapientemente adagiato su una pasta a metà tra pizza e pane, servita calda con una spolverata di origano e un velo d’olio.
Dal mercato di Ballarò è facilmente raggiungibile Casa Professa (o Chiesa del Gesù, nella foto) prendendo la via omonima: è una delle più importanti chiese barocche di Palermo. Proseguendo, una volta arrivate in Via Maqueda percorretela verso sinistra e incontrerete le bellissime Piazza Bellini con la Chiesa di San Cataldo (fra i simboli di Palermo con le sue tre cupole rosse), e Piazza Pretoria con la omonima fontana (detta anche della Vergogna), e infine i Quattro Canti.

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Da qui puntate verso Nord e vi troverete, passata Via Roma, in quello che forse è il quartiere più famoso di Palermo, la VUCCIRIA. Da Piazza San Domenico, dove svetta la meravigliosa omonima chiesa, comincia Via dei Maccheronai, ingresso del mercato con tanto di insegna luminosa. Dopo pochi metri c’è uno dei miei posti preferiti, La Bottega del Principe: sedetevi su uno degli sgabellini rossi, appoggiate una fresca birra sulla cassetta di legno, e mangiatevi una delle arancine alla mozzarella e spinaci più buona dell’universo (anche il calzone fritto e lo sfincione sono da orgasmo). L’accoglienza di Salvo è squisita quanto il cibo.

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Siamo nel pieno del mercato della Vucciria, che a detta di molti malinconici però ha ben poco a che fare con gli sfarzi del passato: una manciata di bancarelle che terminano in Piazza Caracciolo. Ma se del mercato di un tempo c’è solo l’ombra, al calar della sera diventa uno dei centri della movida palermitana, che tra i fumi dei calamari alla griglia e i decibel dei dj conduce a Piazza Garraffaello, luogo di incontro post apocalittico e incredibilmente affascinante, con case sventrate e palazzi fatiscenti coperti di murales.
Andando verso il mare arriverete al porticciolo turistico della Cala,  che non è niente di stravolgente ma la sera al tramonto vale la pena farci una passeggiata e sedersi al bar A’Cala (il locale è un po’ troppo pettinato per i miei gusti ma la vista merita).
Alle spalle del locale comincia un altro super quartiere, la KALSA, al quale voglio dedicare un piccolo articolo a parte perché è il mio posto del cuore a Palermo. Anche qui si tiene un mercato ma solo la domenica. Io purtroppo avevo il volo di rientro il sabato, ma voi non perdetevelo così lo scettro di Regine dei Mercati palermitani sarà vostro!

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CONSIGLI DI VIAGGIO

Come arrivare
L’aeroporto di Palermo è quello di Falcone Borsellino; il miglior collegamento è offerto da una compagnia privata con un bus ogni 30 min. Fa circa una dozzina di fermate fino alla stazione centrale. Il costo è di 6 euro a tratta, 10 euro a/r. Il desk lo trovate direttamente in aeroporto. Volendo c’è anche il taxi sharing un po’ più caro però (7 euro all’andata, 10 al ritorno prenotando con 48-24 ore di anticipo, e fattibile solo se tutti i posti verranno riservati). Entrambi sono alla vostra destra appena uscite in strada.
Se invece preferite altre opzioni all’aereo, ci sono i pullman di Bus Center a buoni prezzi (oltre ovviamente a Flixbus e al car sharing di BlaBlaCar).

Dove dormire
C’è l’imbarazzo della scelta. Io sono stata all’ostello A Casa Di Amici e mi sono trovata benissimo. Per un letto in una camerata mista da 7 ho speso 18 euro a notte (se non pagate in contanti c’è una commissione del 2%). La posizione è ottima: a 5 minuti a piedi dal centro storico e dal Teatro Politeama (dove ferma il bus dall’aeroporto), si trova in Via Dante, una strada centrale e sicura anche per rientrare la sera da sole. Un grazie a Claudia, Santo e a Clemente, mi hanno fatto sentire davvero a casa!

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. ballarò è puro misticismo e magia, una delle cose che ricordo in modo più nitido di Palermo! E poi lo street food… ma tanto ti ho già detto che Palermo è il solo posto in cui sono ingrassata in viaggio!

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  2. Ahahahah è davvero un’esperienza mistica, in due parole hai riassunto tutto 🙂

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  3. lorlombardi ha detto:

    La Vucciria! Che meraviglia… Adoro i mercati siciliani, profumano di cultura. Ti consiglio appena puoi di fare un salto a Catania e al suo mercato del pesce. La vera essenza della Sicilia!

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    1. Guarda fosse per me la Sicilia la girerei tutta😍

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  4. FlaviaCru ha detto:

    È visitando posti così che si conosce davvero la città 🙂

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  5. Katia ha detto:

    Accidenti! dovrebbe essere stupenda. Sicuramente, Palermo è una della città più belle del Sud Italia da visitare. Io non l’ho ancora fatto, ma mi sa che a questo punto mi tocca farci un salto. Comunque, abitando al nord posso dire che ci sono un sacco di differenze che mi attraggono come il clima, il cibo, l’allegria e la passionalità delle persone ecc…

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  6. Pur non essendoci stata le hai azzeccate tutte, soprattutto la passionalità 😍

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