Tour in Slovenia a tutta birra

Se avete in mente di fare un viaggio in Slovenia, fate tappa in qualcuno di questi birrifici artigianali: sette storie di amore per il nettare degli dei, decine e decine di ricette da degustare. Ho scoperto infatti che non esistono solo la Guinness e la Heineken, meglio tardi che mai!

Cliccate qui per vedere la mappa del beer tour!

Non so voi, ma quando penso alla birra, mi vengono in mente quella tedesca, irlandese, inglese, belga, olandese… ma chi ha mai preso in considerazione la birra slovena?! Io ho avuto modo di scoprirla (e di berne a litri) durante un viaggio stampa in cui, con altri giornalisti, ho visitato ben sette birrifici artigianali a zonzo per il Paese.
Lo ammetto candidamente, sono quella che al pub si limita a chiedere una media chiara, una bestemmia per un appassionato del nettare degli dei. Ma la piena consapevolezza della mia becera ignoranza l’ho avuta proprio durante questo beer tour in Slovenia, quattro giorni di intense bevute e di rivelazioni divine. Pensavo le birre si dividessero semplicemente in chiare – rosse – scure, ora so che c’è circa un centinaio tra famiglie e sottofamiglie, dalla pale ale alla stout, dalla lager alla saison. Ho scoperto che la forma dei bicchieri non è dettata dall’estetica ma dalla capacità di ottimizzare la degustazione. Magari per voi sono cose acquisite, io invece mi sono sentita come Colombo appena sbarcato in America (in era pre-Trump). E quale miglior modo per imparare a conoscere la birra se non bere?? Cheers!!!

slovenia a tutta birra

Una birra, una storia di vita
Durante la visita ai birrifici ho potuto ascoltare la storia che c’è dietro a ogni birra, una piccola creatura nata dalle prove in garage o in cucina di bevitori appassionati, che hanno poi deciso di farne il loro mestiere. Sogni che con il sudore della fronte sono diventati realtà. Come sempre, la tenacia e una visione chiara degli obiettivi sono i cavalli vincenti. Tra un sorso e uno stuzzichino questi mastri birrai hanno raccontato molto di sé. Ad accomunarli, la voglia di evadere dalla solita birra che trovi al supermercato o in tutti i pub, per dare vita a qualcosa di unico e alcolicamente magico!
Ora vi presento tutti e sette i birrifici artigianali in cui sono stata, in ordine alfabetico per non fare torto a nessuno. La loro offerta è sempre ampia e variegata. Quasi tutti hanno il loro pub dove abbandonarsi placidamente alla degustazione. La mia, sia ben chiaro, è la recensione di una profana che nel mondo della birra ha appena pucciato le labbra, ma almeno se avete in programma un viaggio in Slovenia sapete dove abbeverarvi!

BEVOG
Il proprietario del Bevog, Vasja, è un trentatreenne che ne dimostra 18 e che produce 6 birre, sia in bottiglia che lattina. Hanno una grafica fighissima: ognuna prende il nome e il carattere dalla creatura fantastica che le dà vita (Tak, Kramah, Rudeen, Ond ecc ecc). C’è poi una linea sperimentale, la Who cares, ogni volta con ha una ricetta differente per dare libero sfogo alla creatività. Vasja vuole trovare il giusto equilibrio tra sapore e morbidezza, per offrire birre facilmente bevibili ma di forte carattere. Per raggiungere l’obiettivo modifica anche l’acqua con uno speciale impianto. Un discorso a parte va fatto per la Hagger, una birra invecchiata in botti di rovere, da degustare nelle occasioni speciali.
Il Bevog, fondato nel 2013, è un birrificio 100% purosangue sloveno ma si trova a Bad Radkersburg, comune austriaco a 5 minuti dal confine, per mere questioni burocratiche.

slovenia a tutta birraslovenia a tutta birra

BUNKER
Le birre Bunker le abbiamo degustate a Murska Sobota nell’omonimo bar in stile steampunk, meglio noto come movimento artistico e culturale post-apocalittico (alla Mad Max per intenderci). Appoggiandosi a un birrificio esterno, producono diverse tipologie di birra. Il nome è sempre lo stesso, Bunker, ma la ricetta e l’etichetta sono differenti. A parlarcene, una cameriera tutto fare che pare laureata in birrologia! Durante la degustazione ne abbiamo provate 4, tra cui una American Double IPA (India pale ale), una Belgian Dark, una Belgian ale con luppolo sloveno, ma quella che mi è piaciuta di più è stata una APA (American pale ale) di quasi 6% di alcol. L’offerta del pub comunque include più di 40 birre, c’è solo l’imbarazzo della scelta insomma!

slovenia a tutta birra

CARNIOLA
Questo birrificio ha preso il nome da una delle storiche provincie tradizionali slovene, Carniola per l’appunto. Anche qui a Žirovnica troviamo un rampante mastro birraio trentacinquenne di nome Rok, che stuzzicato da un viaggio in Scozia si è dedicato alla ricerca della birra perfetta. Al momento, dalle sue sperimentazioni iniziate nel 2012 sono nate 8 birre di cui 4 stagionali. Ogni birra ha una sua storia scritta sull’etichetta, ma dovete farvela raccontare da lui perché è in sloveno. Anche in questo caso la grafica è molto curata, e una menzione speciale va alla Hop Head, con gli occhi roteanti di un rabbioso cinghiale! Ben 6,7% di alcol, questa India pale ale (IPA) riscuote successo tra noi donne perché meno amara delle altre. Per gli amanti della birra scura (di cui io non faccio parte), la stout ha il suo perché.

slovenia a tutta birra

HOPSBREW
Ekaterina e Maxim sono due ragazzi russi che in Slovenia si sono sentiti a casa, e hanno aperto a Domžale il loro birrificio, l’Hopsbrew. 32 anni lei, 40 lui, ne dimostrano la metà (che la birra ringiovanisca?). Sono la classica coppia che si arrangia a fare tutto, lei segue il marketing, lui è il padre delle birre che produce completamente da solo. Al momento ne vendono ben 18, di cui 8 fisse e le altre stagionali. Hanno aperto il birrificio alla fine del 2015, dopo una certa esperienza maturata in madrepatria, ma guardano lontano. Entro l’estate sarà pronto il pub, e l’obiettivo è quello di aprirne un altro a Lubiana. Il loro logo rimane ben impresso e richiama la street art. A me in particolare è piaciuta la Tropical Wheat, una pale ale di 4,5% di alcol, ed è infatti la più venduta. Buona anche la IPA, un po’ più alcolica (6%), fruttata e con fondo amaro. Come stout ci propongono la Porter, al gusto di caffè e molto corposa.

slovenia a tutta birra

MAISTER
Le birre le degustiamo all’Old London Pub, il cui nome dice tutto, a pochi chilometri da Lubiana. Maister infatti è un Gipsy Brewer, nel senso che non ha una sua sede ma produce le birre presso altri birrifici di cui “affitta” macchine e lavoratori. Johnny, una bomba di energia, è il solo titolare e ci spiega che al momento gli affari vanno bene e a brevissimo intende aprire il suo birrificio. In questo modo potrà avere il controllo totale sulla qualità delle bevande. Al momento produce 4 birre, ognuna dedicata a un personaggio storico sloveno. Quella che mi è piaciuta di più è il suo cavallo di battaglia, la Vega, una pale ale con 4,7% di alcol, realizzata con un solo luppolo e tre malti. Assaggiamo anche la General, 6%, una birra fatta con quattro luppoli, complessa e agrumata.

slovenia a tutta birra

PELICON
Se devo essere sincera, la Quantum di Pelicon è la birra del tour che mi ha conquistata, nonostante sia lievemente amara. Si tratta di una Double IPA con 8% secchi secchi di alcol, bevuta a temperatura ruscello: i padroni del birrificio, Anita e Matej, hanno organizzato un piacevolissimo picnic al termine di trekking nel bosco ad Ajdovš?ina. Questa coppia di trentenni ha iniziato l’attività quattro anni fa, stregati dalle degustazioni in territorio britannico. Matej ha ideato ben 8 ricette, di cui solo una stagionale. Non ama fare esperimenti troppo azzardati, preferisce birre bevibili e con una forte anima. La più venduta è la 3rd Pill, una APA ben bilanciata, con un gusto secco ma fruttato che va giù come l’acqua. Abbiamo degustato anche la Black Aurora, molto torrefatta, e la Winter, una pale ale dal gusto più caramellato.

slovenia-a-tutta-birra-11

TEKTONIK
Last but not least, Tektonik è un birrificio di Lubiana con soli 15 mesi di vita alle spalle ma che vanta già un sold out fino ad agosto! Al momento produce 6 birre. In tutto sono 4 soci, noi abbiamo conosciuto Niko e Marko. Quest’ultimo ha iniziato a fare la birra mentre viveva a Roma facendo il fotografo… quei curiosi cambi di vita! La grafica delle bottiglie è molto curata, i nomi sono inventati e non c’è connessione con i personaggi, è tutto frutto della fantasia. Le ricette si basano sulla tradizione francese, belga e tedesca. Il birrificio si trova in un edificio industriale veramente fighissimo, sarebbe valsa la pena visitarlo anche senza degustazione. Ho apprezzato la Dizzy, una IPA americana di 6,1% di alcol, con un tocco di caramello e frutta esotica. Tra le altre, ci hanno offerto anche a Iggy, una IPA un po’ più forte (6,5%) dal sapore più amaro, con un aroma floreale e agrumato.

slovenia a tutta biraslovenia a tutta birra

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...