Perché da sole?

2

Perché è un’esperienza che almeno una volta nella vita va provata. Non la consiglio a tutte però, solo alle viaggiatrici che sentono nel profondo la voglia di mettersi in gioco, la frizzante curiosità di stare a stretto contatto con se stesse.
Certo può far paura essere da sole a migliaia di chilometri da casa, non ci sono mamma e papà a risolvere i problemi, ma se ci si spoglia di queste ansie inutili e ci si abbandona al flusso del viaggio, il resto non ha più importanza.
In certi momenti della mia vita, queste esperienze in solitaria sono state davvero terapeutiche, perché mi sono sentita finalmente libera di fare quello che mi piaceva davvero, senza legami o limiti di sorta. Eravamo io e le mie emozioni a briglia sciolta, e tutto si amplifica.
Tante persone quando viaggiano hanno bisogno di condividere con qualcuno la propria felicità, come se solo così potesse essere davvero reale. Io consiglio di scoprire quanto si possa vivere intensamente anche in compagnia di se stesse.
E sfatiamo poi questo preconcetto per cui viaggiare da sole significa stare sempre da sole, tutt’altro. È molto più facile conoscere gente proprio perché si è più aperte verso gli altri. Invece di avere occhi solo per amici o fidanzati, ci si guarda intorno senza paraocchi. Ho avuto la fortuna di conoscere persone meravigliose con cui sono in contatto tutt’oggi.
Certo, una donna che viaggia da sola corre rischi maggiori rispetto a un uomo, ma sono convinta del fatto che, seguendo le normali accortezze, ci si possa muovere in sicurezza. Io mi informo sempre in anticipo sulle mete da raggiungere, e chiedo consiglio ai locali. Nei miei viaggi non mi sono mai sentita in pericolo, da Bangkok a Napoli, da New York a Istanbul. Ovviamente capita di fiutarlo, e allora basta girare i tacchi e andarsene.
A mio modesto parere, la regola fondamentale, nei viaggi come nella vita, è una sola:

seguire il proprio istinto e avere fiducia in se stesse!