Viaggio e globalizzazione: seguiamo il gregge?

Nell’era della globalizzazione, anche la scelta delle mete di viaggio è globalizzata? Piacciono a tutti le stesse cose? Il concetto di bellezza è un canone imposto che assorbiamo senza manco rendercene conto? Queste domande marzulliane mi sono sorte dopo il viaggio a Sofia. Ho amato la capitale bulgara, eppure i turisti erano pochi, e in ostello c’erano ospiti da tutto il mondo e nessun italiano (incredibile, credetemi). Ma di ragioni per visitarla ce ne sono: è vicina, è economica, è piena di storia ed è sicura anche per noi viaggiatrici in solitaria. E allora, quanti posti meravigliosi ci perdiamo solo perché se ne parla poco o non fanno tendenza?

viaggio e globalizzazione

Partiamo dal presupposto che secondo me una meta piace o non piace senza una logica, si va di pancia in queste cose, deve scoccare la scintilla come in amore. Certo Sofia non è una di quelle città in cui arrivi e fa l’effetto wow, bisogna andare oltre, apprezzarne la diversità e solo allora la sua bellezza, timida e non esposta, appare. Sta qui il segreto, guardare con occhi nuovi, dare fiducia e aver voglia di scoprire. E a modo tutto suo Sofia è stimolante sotto mille punti di vista, dalla cultura al cibo fino all’architettura. E ve lo dice una che si trasferirebbe a Parigi domani, quindi non snobbo per partito preso le destinazioni mainstream.

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Il mercato delle donne di Sofia, Bulgaria

A Sofia dobbiamo abbandonare i canoni cui siamo abituate e non avere aspettative. Io però una l’avevo, e qui sì che sono stata snob: pensavo fosse una città con l’atmosfera tipica dell’Est, in parole povere retrò, datata, indietro rispetto all’Ovest. Se da una parte è vero, ed è comunque un aspetto del suo fascino, dall’altra c’è molto di più. Ho trovato ad esempio locali fighissimi, arredati con un gusto infinito. C’è un’energia vibrante nell’aria, e le strade sono piene di gente.
Vi dirò di più, temevo mi deludesse perché su internet in pratica c’erano solo foto della famosa cattedrale. Mi chiedevo se fosse l’unica attrazione degna di nota: questa è la conferma che non ci dobbiamo affidare in toto al web.

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Il ristorante Made in Blue a Sofia

Ma allora dove sta il nocciolo della questione? Ci facciamo guidare da internet e dai social che ci bombardano con le solite mete? Siamo pigre e pensiamo che le destinazioni più turistiche siano le più facili da visitare? Da viaggiatrici in solitaria abbiamo paura di scoprire città o Paesi meno battuti?
In realtà parlando dell’Europa, questo non vale solo per l’Est: quando dovevo partire per Amburgo ad esempio, la gente mi chiedeva “Perché Amburgo?” come per dire “Perché ti piace l’influenza?”. Quando si pensa alla Germania i posti sono sostanzialmente due: Monaco e Berlino. Ma anche qui ci sono tante altre tappe che meritano e non vengono considerate, e Amburgo a me è piaciuta tantissimo.

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Il quartiere di Schanze ad Amburgo, Germania

Tutto questo per dirvi cosa? Esploriamo, sempre. Ci sta visitare le grandi capitali, sono la prima a dire che vanno viste, ma non mettiamoci il paraocchi, non limitiamoci a quello che fan tutti. Guardiamo la mappa geografica (una buona cosa che con Google Maps si è persa), facciamoci stuzzicare da nomi sconosciuti e studiamoli, la curiosità è tutto nel viaggio come nella vita.
Con Sofia mi si è aperto un mondo, vorrei puntare la bussola su quelle destinazioni sottovalutate perché si pensa abbiano poco da dire: io ho sempre avuto un debole per le persone taciturne, parlano poco ma dentro di sé hanno tantissime cose belle che mostrano solo a chi le merita.

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Il mercato a Sibiu, Romania

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Luca ha detto:

    Bellissimo pensiero! 🙂

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  2. Sono assolutamente d’accordo con te. Non bisogna limitarsi solo alle mete mainstream ma anche spingersi oltre. Io ho avuto la reazione del tipo “ti piace l’influenza?” quando dovevo partire per Atene lo scorso anno. Tutti a dirmi quanto fosse sporca, pericolosa, con poco o niente da vedere oltre al partenone. Invece ho trovato una città stupenda, alla faccia di quelli che sono convinti che “la Grecia sono solo le isole”.

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    1. Sai che è successo anche a me? Sono stata ad Atene a febbraio e una mia amica da un tour su un pullman mi ha detto di averla vista zozza e triste… Invece come te l’ho amata, l’ho trovata piena di energia, mediterranea e tormentata ma assolutamente viva e meravigliosa! Basta esplorarla!

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