Zaino in spalla? Ecco dei consigli per viaggiare leggere

Per le backpacker allergiche a trolley e valigie, alcuni consigli per viaggiare comode e leggere senza rinunciare a quello che serve

Se anche voi siete fan scatenate dello zaino in spalla (l’ho portato con me pure nell’Upper West Side di Manhattan), sapete quanto sia un compagno di viaggio prezioso! Ma la sua preparazione è sempre ardua, tutto ci pare indispensabile e non vogliamo rinunciare a nulla, dal vestito che ci sta un incanto a quel paio di scarpe che ci aumentano l’autostima. Ma a furia di fare le pagure portandoci la casa sulle spalle, la schiena ce la farà pagare cara. Ecco quindi qualche consiglio per viaggiare in comodità e leggerezza, ma con tutto quello che serve. E, modestamente, dai 20 chili del mio primo viaggio in solitaria in Cambogia, ho affinato quest’arte.

zaino in spalla consigli per viaggiare leggere

Comprare uno zaino versione donna
Partiamo dall’ABC: quale zaino scegliere? Per fortuna c’è la versione woman, disegnata per il nostro corpo in modo da aiutarci a sopportare il peso attraverso una serie di accortezze (altezza dello zaino, forma degli spallacci, regolazione delle cinghie e via dicendo). Il mio è da 60 litri di volume, ideale per viaggi di qualche settimana. Importante: non taccagnate sul prezzo, quello che spendete in più per la qualità lo ammortizzate nel tempo (il mio zaino risale al 2006); sceglietelo con l’apertura frontale, comodissima per cercare quello che serve senza tirare fuori tutto; deve essere waterproof o dotato di una copertura da usare in caso di pioggia, perché i vestiti fradici non ci piacciono.

Domanda essenziale: ci serve davvero?
Ogni cosa che mettiamo nello zaino deve rispondere affermativamente a questa domanda. La regola aurea infatti è “less is more”. Non portiamoci il superfluo, il vestitino che ci starebbe così bene all’aperitivo o la giacca tanto carina, portiamo quello che serve e senza il quale avremmo dei problemi, tenendo conto di tutte le possibili condizioni climatiche: ad esempio un bel maglione per non patire il freddo, due costumi giusto per avere il cambio, l’immancabile paio di jeans che va bene in ogni occasione, il santo impermeabile, scarpe chiuse e infradito. Amo questo aspetto del viaggio, perché rinunciare agli abiti che indossiamo nel quotidiano ci farà staccare completamente, saremo noi stesse e basta, senza fronzoli.

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Combinare alla perfezione i vestiti fra loro
Questo consiglio ve lo avevo già dato su come volare con un bagaglio a mano nei limiti di peso permessi. Qui vale la stessa cosa, perché anche se non ci sarà Ryanair a bacchettarci a suon di euro, ci penserà la nostra schiena che ne risentirà mica poco. Quindi, i capi che mettiamo nello zaino devono abbinarsi perfettamente gli uni con gli altri in termini di colore e stile, in modo che possano essere tutti utilizzabili (esempio, il felpone col cappuccio fa a pugni con la camicia di seta). Certo magari dovremo fare qualche rinuncia, le nostre mise saranno molto semplici, ma anche qui nella scelta di un capo torniamo alla domanda di sopra: ci serve davvero? L’essenziale è la risposta migliore a mio avviso.

Fase preparatoria: avere la panoramica totale
Quando preparo lo zaino, non metto mai tutti i capi direttamente al suo interno, ma li posiziono in bella vista sul letto o sul divano, uno di fianco all’altro. Fatelo anche voi: sembra cosa da poco, ma in questo modo avremo di fronte, nero su bianco, la quantità spesso esagerata dei capi che vogliamo portare in viaggio. La vista nuda e cruda di quell’ammasso di maglioni, pantaloni e vestitini ci porterà alla verità, perché non potremo mentire a noi stesse dicendo che abbiamo scelto il minimo indispensabile e che non possiamo rinunciare a niente. È qui che comincia la selezione spietata, depennando e rimettendo nell’armadio il decimo leggins, la quinta gonna, il settimo paio di scarpe. Ricordate, “less is – sempre – more”.

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Beauty case: portare i fondamentali in piccole dosi
Spesso i cosmetici sono la parte più pesante del mio zaino, e non scherzo! Tra shampoo, creme solari, creme dopo sole, creme corpo, crema notte, crema giorno, struccanti… chiaro insomma? Potrei andare avanti una vita. Vi consiglio vivamente di utilizzare i flaconi da viaggio che si usano in aereo per non superare i 100 ml consentiti. Con lo zaino è la stessa cosa, e ci che cambia la vita. L’unica crema indispensabile in tutta la sua quantità è quella solare, le altre possono essere tranquillamente portate in piccole dosi se non addirittura cancellate dalla lista, un po’ di pelle secca non ha mai fatto male a nessuna giusto? Senza contare che ora al supermercato si trova tutto in versione mini, dal deodorante al dentifricio.

Legare cinghie e cintura mentre si cammina
Spesso si pensa che sia solamente il peso dello zaino a determinare la nostra fatica nel trasportarlo, invece c’è un altro fattore di fondamentale importanza da considerare: come lo si indossa. Io ho letteralmente avuto l’illuminazione quando ho acquistato lo zaino versione donna, disegnata apposta per noi (vedi sopra), perché rispetto a quella unisex c’è un abisso. Legare gli spallacci (che devono essere ben imbottiti) con le apposite cinghie, e soprattutto stringere a dovere la cintura lombare all’altezza delle anche è davvero la svolta. In questo modo lo zaino resterà aderente alla schiena, e sentiremo meno il peso che portiamo sulle spalle. Ogni movimento dello zaino infatti ci sbilancia e fa consumare più energia del dovuto.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Per motivi anagrafici ho abbandonato lo zaino parecchi anni fa per un trolley formato cabina, decisamente più adatto alle mie potenzialità fisiche attuali; devo dire che tutti i consigli restano validissimi! Buon viaggio e buone vacanze 🙂

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    1. Ahahah l’importante è che i consigli siano utili! Buon viaggio anche a te goditelo! 😊

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  2. Luca ha detto:

    Mi hai fatto tornare al periodo in cui ho fatto lo scout… ed effettivamente devo constatare che molti accorgimenti sono proprio formidabili, ad iniziare da quello della cintura lombare. L’ho sempre fatto, e se un giorno dovessi tornare in montagna, continuerò a farlo, perché è vero: lo zaino aderisce molto di più alla schiena; quello che invece non ho mai fatto è stato stringere le cinghie per far aderire gli spallacci. Molto utile anche il porre gli abiti sul letto per farsi un’idea di quanta (e quale) roba portare: non so se il mio zaino della Camp sia impermeabile, ma dalla Camp mi aspetto che lo sia, vista la meticolosità nel fare cose utili; fattosta che dal mio capo scout avevo imparato a riporre comunque tutto all’interno di buste di plastica, in modo che non si bagnasse nulla in caso di pioggia. Comunque sia, a portata di mano c’era il poncho, che avrebbe coperto me e tutto lo zaino 😉
    Direi che anche per oggi ho dato il mio contributo. Mi permetto di consigliarti, se non lo hai già, il libro del mio capo scout: “Il grande libro del trekking”, di Walter Mancini. 🙂
    Buon pomeriggio. ❤

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    1. I tuoi consigli e commenti sono sempre super mega accettaterrimi! Le buste di plastica sono utilissime hai ragione però no, non ce la posso proprio fare 🤣 Giusto l’elettronica.

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      1. Luca ha detto:

        Ehi, ciao! 🙂 Sono contento che il mio commento ti sia piaciuto; sono anni che non faccio un’escursione, anche banale, e ho voglia di rimettermi in moto Chissà, magari un giorno… 😉 Un abbraccio. 🙂

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