Terra delle Gravine: Ginosa e la magia dei villaggi rupestri

Ginosa, questa sconosciuta: vi presento una piccola perla pugliese a un passo dal Mar Ionio e da Matera tra canyon, case-grotta e corsi di orecchiette

Chi ha mai pensato di andare a Ginosa? Onestamente io no, eppure è bellissima. Non è la prima località che viene in mente quando si pensa alla Puglia, anzi non sapevo nemmeno dove fosse. L’ho imparato durante il mio ultimo viaggio stampa: è a un passo dal Golfo di Taranto, nel Mar Ionio, e a circa 30 chilometri da Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Ma non solo, è immersa nel Parco regionale della Terra delle Gravine. Le gravine sono una sorta di canyon scavati nella roccia calcarea dalle acque nel corso dei millenni. E Ginosa (ecco la mappa) l’ho scoperta attraverso gli occhi della gente del posto che ama teneramente la sua terra, e mi ha confermato che il viaggio, quello vero, lo fanno le persone che si incontrano.

gravine ginosa villaggi rupestri

A rendere speciale Ginosa è proprio la sua gravina che l’abbraccia a ferro di cavallo per diversi chilometri. È parte integrante della storia del paese e della vita dei suoi abitanti, visto che ha offerto una protezione naturale durante le invasioni e un rifugio in cui vivere. Nei secoli infatti è diventata un insediamento rupestre scavato nel tufo locale, la calcarenite. In case-grotte e case palazzate vivevano intere famiglie spesso insieme ai loro animali. A testimoniare le tracce di chi vi abitò all’incirca fino agli anni Settanta sono le cisterne, le scalinate, i giardini pensili, le decorazioni e gli affreschi. “Mi ricordo ancora mio zio che nel 1979 rincasava la sera con i suoi animali” racconta Pietro, la (ottima) guida che ci ha portato a visitare Ginosa.

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E quando si arriva a Rione Casale viene un colpo al cuore: col fascino malinconico del villaggio abbandonato e la potenza di un dipinto d’altri tempi, ti si apre agli occhi in tutta il suo splendore decadente. Bellissima la policromia del paesaggio, che cambia colore dai crolli più antichi a quelli recenti, dal bianco all’ocra. Fu infatti a causa di frane e alluvioni che gli abitanti se ne andarono. Se poi ci aggiungiamo il silenzio quasi surreale e la bellezza della Chiesa Madre, o Chiesa Matrice, l’esperienza diventa quasi mistica. Fatevi raccontare da Carmelo, il custode, la storia di questa chiesa del Cinquecento. Costruita in tufo locale ai piedi della gravina, circondata dalle abitazioni tradizionali, è la ciliegina sulla torta di un panorama incantato.

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La gravina segue il tracciato di un antico corso d’acqua, in un paesaggio selvatico che durante la primavera diventa incredibilmente verde e rigoglioso, manco fossimo in Irlanda! Esattamente dall’altra parte c’è Villaggio Rivolta. Quando entri nelle antiche case-grotta ti chiedi come fosse vivere qui tanti anni fa, con gli animali in fondo e il camino all’entrata. Chissà che bello vedere le colonne di fumo che uscivano da ogni casa. Non c’erano le fognature, ma erano organizzati e tutto veniva riutilizzato come concime per i campi. E per farci sentire fino in fondo l’essenza di questi posti, Pietro ci ha letto le poesie che ha dedicato alla sua terra. “È come se le gravine contenessero la sedimentazione di rocce e uomini. Rimane la vita dei poveri incisa nel banco roccioso” ha detto.

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E su una rupe fra Villaggio Rivolta e Rione Casale c’è il Palazzo Baronale, o Castello Normanno come lo chiama la gente del posto. Grazie alla posizione strategica da cui domina il centro storico, sembra voglia sottolineare ancora oggi il ruolo avuto nel passato di Ginosa, che ha visto succedersi greci, romani, normanni e barbari. Da fortezza costruita nell’anno 1000 per difendere il paese dai saraceni, nel 1400 è diventato un palazzo signorile. Da qui si arriva velocemente nella piazza più bella del paese, Piazza Orologio, dove ho avuto un vero assaggio della vita ginosina: in un locale ho visto in azione la signora Addolorata (87 anni, presidente del Centro Anziani) che faceva un corso di orecchiette a una coppia di australiani (potete richiedere le lezioni contattando visitginosa.com).

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Il centro nevralgico di Ginosa è Corso Vittorie Emanuele, dove si scoprono vere e proprie chicche, quelle che un posto non te lo fanno scordare più. Iniziamo con il Forno Ottocento. A fare breccia nel mio cuore è stata la proprietaria, Lucia, che io ho soprannominato “la talebana dei cereali”. Il suo forno infatti lavora unicamente cereali antichi macinati a pietra in loco. Ho potuto vedere dal vivo come lavora, e assaggiare nel retro del negozio le leccornie che prepara: oltre a pane di tutti i tipi (alle erbe, noci, pistacchio, segale ecc.), ci sono le friselle, i taralli, la focaccia coi pomodorini, tutti prodotti tipici della zona. Se poi li mangiate insieme alla burrata, gli affettati e altre delizie locali, si raggiunge l’estasi! Lucia non solo ha una passione sconfinata per quello che fa, ma anche la capacità di trasformare la ricchezza del territorio in una gioia per il palato.

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Poco lontano c’è un’altra chicca: il Museo Storico del Barbiere e del Parrucchiere, una particolarità di Ginosa davvero unica. Parte del museo, uno dei tre della categoria presenti in Europa, una volta era la storica bottega del Maestro Vittorio Brunone. Fatevi spiegare tutto di questo museo, che si divide in due stanze, da Tonino, parrucchiere ginosino che ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali. Ascoltandolo si capisce cosa sia la passione per il proprio mestiere. Vi racconterà dei premi che ha vinto, e vi farà vedere gli attrezzi esposti, alcuni dei quali vecchi di secoli. Ma a rendere l’atmosfera da film d’epoca sono le foto e i trofei mostrati col dovuto orgoglio.

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E poi scopriamo questa perla ginosina famosa in tutto il mondo, la Sartoria G. Inglese. Non sarei mai uscita da questo negozio, dove si respira l’amore per i manufatti di un tempo, di quelli che ormai non se ne fanno più. Niente è lasciato al caso, e l’attenzione per i minimi dettagli regna sovrana. Se poi a spiegare tutto c’è l’attuale proprietario, Angelo Inglese, testimonial perfetto dell’eleganza delle camicie e degli abiti che crea, il gioco è fatto. Quella che era una semplice bottega di famiglia, nata nel 1955, ora vanta clienti prestigiosi come politici, star e monarchi di mezzo mondo. Ci ha raccontato con orgoglio come la mamma, rimasta vedova giovanissima, sia riuscita letteralmente con le sue mani a guadagnare da vivere per sé e per i figli, un esempio di intraprendenza al femminile coi fiocchi.

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Ma una visita a Ginosa non è tale se non si va al mare. Perché si può fare anche vita da spiaggia grazie a Marina di Ginosa, una delle località balneari più note del Golfo di Taranto, premiata con la Bandiera Blu. Qui ho fatto una delle esperienze più belle della vita, un’escursione a cavallo fra la pineta e la spiaggia con Family Horses Equitazione. Sentire il rumore delle onde e la quiete degli alberi è stata tutta un’altra cosa in sella a Fiocco di neve, il cavallo più tranquillo che hanno scelto per me, perché non avevo mai montato. E la prima volta non si scorda mai. Non ci sono parole poi per lo “spuntino” alla Puglia maniera, preparato in riva al mare con quintali di prodotti tipici. C’era tutto, dall’origano selvatico alla focaccia coi pomodori. Del resto sono questi i piaceri della vita, no? E più viaggio in Puglia, più capisco che qui se li sanno proprio godere.

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CONSIGLI DI VIAGGIO

Informazioni
Visit Ginosa&Marina (tel. +39 3284852250)
Tertiam Viaggi (agenzia viaggi)

Come arrivare
Gli aeroporti più vicini sono quelli di Bari e Brindisi. Da qui i collegamenti coi bus non sono molti, controllate gli orari della compagnia Sita Sud. Lo stesso vale in caso arriviate in treno. Per muoversi è quindi più comodo noleggiare una macchina.

Dove dormire

Borgo Valle Rita
In questa masseria immersa nel verde si stacca davvero la spina. Il pezzo forte è la piscina con una vista a perdita d’occhio sulla campagna. C’è anche un ottimo ristorante. Coccolare Rita, la cagnolina della tenuta, è doveroso.

Albergo Diffuso Il Casale
Se volete stare nel centro di Ginosa questo piccolo albergo è perfetto. Proprio di fronte al Rione Casale, conta sei camere di cui due parzialmente ricavate all’interno di grotte, tutte affacciate sulla gravina. L’atmosfera è altrettanto unica.

Dove mangiare

Antiche Mura
Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele 109, Ginosa
Ristorante-pizzeria nel centro storico

Tenuta Orsanese
Indirizzo: Contrada Stornara, SP 11, Ginosa
Agriturismo con albergo e piscina

La Macelleria
Indirizzo: Via L. Glionna 2, Ginosa
Macelleria con saletta interna

Masseria Savoia Resort
Indirizzo: Contrada Pizziferro snc, Ginosa Marina
Resort con piscina e ristorante

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Luca ha detto:

    Grazie dei consigli! Un abbraccio a te: sei incantevole! ❤

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    1. Ahahah grazie, il complimento casca a fagiolo oggi! Comunque l’Italia è incredibile, chissà quanti posti meravigliosi non conosciamo!

      Piace a 1 persona

      1. Luca ha detto:

        Sicuramente! Perché “il complimento casca a fagiolo oggi! “?

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      2. Quando sto troppo chiusa in casa a lavorare mi deprimo😂

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