Wildlife Photographer of the Year 2018: salviamo il nostro pianeta

Rieccoci con l’appuntamento milanese de Wildlife Photographer of the Year: in mostra le foto naturalistiche in una speciale edizione sulla salvaguardia del pianeta

Tremenda la foto che vedete qui sotto vero? È la vincitrice del Wildlife Photographer of the Year, la famosa mostra di scatti naturalistici in programma da oggi 5 ottobre al 9 dicembre a Milano (ecco l’articolo sull’edizione 2017). Per me non avrebbero potuto scegliere un’immagine più bella. O potrei dire agghiacciante, terrificante, crudele. Ma è il ruolo che deve avere questo evento: non solo farci vedere l’infinita bellezza della natura e degli animali, ma anche quello che gli stiamo facendo scuotendo anime e cuori. E l’edizione 2018 infatti punta i fari più che mai sulla salvaguardia del pianeta.
La mostra, che si tiene presso la Fondazione Luciana Matalon, si apre oggi ma ho avuto la fortuna di andare ieri alla preview, e di aver goduto come una pazza durante la visita guidata! Quindi eccomi fresca-fresca a raccontarvi tutto quello che vi aspetta. E prometto, non ci sono solo animali mutilati ma un mondo meraviglioso!

wildlife photographer of the year 2018

Parliamo infatti di ben 100 immagini selezionate tra oltre 50.000 realizzate da fotografi professionisti e non, e premiate al concorso del Natural History Museum di Londra. In mostra ci sono le vincitrici e le finaliste divise in 16 categorie (quelle con gli scatti più belli a mio parere? Ritratti di animali e Mammiferi).
A vincere quest’anno è stato il sudafricano Brent Stirton, che ha ritratto questo rinoceronte ucciso dai bracconieri per il suo corno in una riserva naturale africana. Lo sapete che se durante un safari pubblicate sui social la foto georeferenziata di un animale, aiutate i bracconieri a stanarli? Sì sono fatti furbi gli infami!
Il premio per il miglior scatto nella categoria giovani, il Young Wildlife Photographer of the Year, è andato invece all’olandese Daniël Nelson che ha immortalato un gorilla tutto contento insieme al suo frutto in un parco nazionale congolese. Ma quanto ci somigliano queste creature? Al piano rialzato sono esposte le varie foto della categoria. Incredibile vedere la bravura di questi ragazzini, che sono divisi per età (fino a 10 anni, da 11 a 14 anni e da 15 a 17 anni).

wildlife photographer of the year 2018

Detto questo, la visita guidata mi è piaciuta tantissimo! Ad “acculturare” me e gli altri presenti c’era Marco Colombo, naturalista e fotografo italiano vincitore di due edizioni del Wildlife Photographer of the Year. Non so voi, ma io quando vado a una mostra mi immergo totalmente e mi faccio una serie infinita di viaggi mentali. Ma vederle con gli occhi di uno specialista che ti spiega il lavoro che c’è sotto è fantastico (se volete c’è ogni venerdì alle 19:30 su prenotazione, 5 euro).
Vi faccio quindi una piccola “carellata” senza svelarvi tutto. E mi raccomando, leggete le didascalie durante la mostra, altrimenti godete solo a metà! Questo ad esempio è lo scatto che mi è piaciuto di più, di una potenza allucinante. Come non sentire sulla pelle la rabbia e il terrore di questo cucciolo di tigre con gli occhi sgranati? Per colpa dei bracconieri gli è stata amputata una gamba anteriore, e dovrà vivere in cattività per il resto della vita. Complimenti quindi all’americano Steve Winter.

wildlife photographer of the year 2018

Questa invece è l’immagine dal francese Laurent Ballesta, che prima che fotografo è un vero e proprio esploratore che fa cose pazzesche, tipo immergersi a 150 metri nel mare Antartico. E ci regala questi scatti unici, con le foche (mamma e cucciolo) che creano un delizioso movimento a spirale nelle acque gelide.

wildlife photographer of the year 2018

Qui invece andiamo in Arizona: i cactus dello statunitense Jack Dykinga e le loro forme geometriche fanno da cornice a due finestre che richiamano gli stessi elementi del primo piano, quasi come fosse un quadro. Colori e distanze in un equilibrio perfetto.

wildlife photographer of the year 2018

Eilo Elvinger del Lussemburgo invece ha dato un bellissimo taglio in bianco e nero ritraendo solo le zampe degli orsi polari, ripetendo sei elementi uguali. Sono talmente rappresentative e simboliche che sembra di vedere l’animale intero. Quel tocco in più è dato dalle unghie nere.

wildlife photographer of the year 2018

E concludo con questa foto del cinese Qing Lin… notate qualcosa di particolare oltre a tre Nemi? Se guardate nelle loro bocche vedrete un paio di occhi ciascuna. Sono “semplicemente” dei crostacei di mare, dei simpatici parassiti che stanno sulla lingua dei pesci mangiando il loro cibo.

wildlife photographer of the year 2018

Foto in apertura © Sergey Gorshkov

INFO UTILI

Dove
Fondazione Luciana Matalon
Foro Buonaparte 67, Milano (fermata metro Cairoli)

Orari (5 ottobre – 9 dicembre 2018)
Tutti i giorni 10 – 19
Venerdì 10 – 22
Sabato 17 novembre 10 – 18
Chiuso Lunedì

Ingresso
Intero 9 euro, ridotto 7 euro + tessera associativa 1 euro

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