Cartoline da Istanbul: la città dei gatti (e delle gattare)

E rieccomi dopo un mese in cui mi sono goduta spudoratamente il mio viaggio in Turchia: mi sono gustata ogni secondo e ho rimandato al mio rientro la pubblicazione degli articoli con tutte le dritte del mondo, inondandovi comunque di foto su Instagram e Facebook. Per darvi un assaggio di quello che vi aspetta, ecco qualche immagine scattata nella meravigliosa Istanbul. È la terza volta che ci vado, e non smette di lasciarmi a bocca aperta. Una delle sue caratteristiche peculiari è la presenza dei gatti. Come tutte le città di mare, ama circondarsi di questi predatori spietati, ma qui le le gattare possono davvero impazzire di gioia, in certi quartieri ne trovi uno ogni metro!

istanbul la città dei gatti

Molti hanno il collarino, ma la maggior parte sono semplicemente gatti del quartiere di cui si prendono cura i ristoratori, i negozianti e la gente del posto. E anche se Istanbul ha oltre 15 milioni di abitanti ed è un deliro di traffico, non mancano ciotole con cibo e acqua, e cucce per dargli riparo nei mesi più freddi. Questo per me vuol dire una sola cosa: è una città col cuore. Ho assistito a diatribe all’ultimo graffio per difendere il territorio, infiniti corteggiamenti a suon di miagolii, ho persino dovuto tirare giù un micio da un albero insieme a due ragazzi perché non riusciva a scendere da solo. In alcuni vicoli ci sono vere e proprie colonie. Non tutti ovviamente sono in forma, anzi, la vita di strada non è una passeggiata e dovrebbero esserci più controlli per garantirgli una vita decente.

Detto questo, i gatti sono protagonisti di Istanbul come le moschee e i bazar: è inimmaginabile senza un micio accucciato in un negozio o spaparazzato sulle sedie dei bar (o sulle mie gambe). Hanno perfino dedicato un documentario a questi pelosetti! Si intitola “Kedi”, e vi consiglio di guardarlo perché con una delicatezza incredibile racconta come facciano parte dell’anima di questa città in tutto e per tutto. Tanti sono arrivati sulle navi provenienti da mezzo mondo che li tenevano per cacciare i ratti. Una volta scesi a terra, non sono più risaliti. Le loro vite e quelle di chi se ne prende cura con tanto amore diventano una cosa sola. E quanta malinconia nel vedere le strade di Istanbul colta in tutta la sua autenticità, a volte sgarruppata e incasinatissima ma sempre e immancabilmente vera. Quindi gattare d’Italia, se avete una mezza intenzione di visitare questa meravigliosa città, spero di avervi dato la spinta in più che vi mancava!

istanbul la città dei gattiistanbul la città dei gatti

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11 commenti Aggiungi il tuo

  1. amourisamore ha detto:

    Adoro Istanbul, ogni qual volta trovo un documentario me lo gusto fino all’ultimo secondo. Sono contento che si possa visitare anche in periodi come questi poco raccomandabili.
    Hai riscontrato qualche restrizione o problemi di sicurezza durante il tuo soggiorno?
    Hai trovato l’ospitalità e la cortesia turca oppure sono diffidenti verso gli stranieri?
    In ogni caso, qualsiasi problema si trovi sul cammino, basta un gatto per strada e tutto passa!

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    1. Sai che domani in una cineteca milanese ridanno il documentario sui gatti? Non vedo l’oraaaa😻 Dunque l’unica differenza che ho travato è stata nei viaggi in pullman, c’è sempre un controllo della polizia. Prendono tutti i documenti, li controllano in separata sede e poi li ridanno. Ma non sono interessati ai turisti (a me una volta hanno guardato al volo il timbro e me lo hanno ridato subito) ma ai turchi. Per il resto, l’ospitalità è meravigliosa e sono gentilisssssimi! Poi sai se finisci in un villaggio sperduto non so come ti guardano ma questo è uguale ovunque, immagino in uno dei paesini di montagna da me al lago cosa penserebbero se arrivasse un turco con la moglie velata😂

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      1. amourisamore ha detto:

        Cappero, spero che prima o poi lo passino anche su sky o altri canali. In ogni caso se avrai modo di fare una sorta di descrizione di ciò che ti è piaciuto del documentario sui gattoni turchi, sarei felice di leggerlo.
        Quindi da ciò che mi scrivi si può viaggiare tranquillamente in Turchia, ottima notizia!
        L’ospitalità credo che sia un elemento genetico che caratterizza queste popolazioni lontane, se poi venerano i gatti tanto cattivi non sono.
        Sì infatti è come in quei paesini dove si conoscono tutti e lo straniero viene subito riconosciuto ed osservato. Ma credo che salutando nella loro lingua e con qualche gesto di cortesia, le occhiate spariscono sempre e spuntano quei sorrisi di benvenuto che in città si sono purtroppo persi.
        Per quanto riguarda il tour gastronomico, come ti sei trovata?
        Quale varietà di profumi ti sei imbattuta passando fra i vari quartieri e regioni (tipo cappadocia) ma soprattutto quale ti ha emozionata di più?
        Hai provato il sumac o sommacco (spezia)?
        Perdona le mie domande ma sono molto curioso verso chi ha visitato questo Paese e per me viaggiare è anche questo immaginarlo attraverso le parole di chi lo ha vissuto.

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      2. Ma certo si viaggia con i piedi e con il cuore 😊 Il documentario mi è piaciuto tanto, ti fa capire come i gatti facciano davvero parte dell’anima della città! E mi ha fatto venire malinconia perché a fare da sfondo c’è una Istanbul vera e genuina! Appena riesco aggiorno questo articolo con una descrizione!
        Il cibo turco a me piace molto e non è solo kebab! Ad esempio usano molto le melanzane che io adoro, e mi sono mangiata chili di riso pilaf, cotto con il burro. Usano poi molta menta, yogurt e tantissime spezie, che trovi a quintali nei mercati e nei negozi! Così come le varie tipologie di te di cui sono grandissimi consumatori!

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      3. amourisamore ha detto:

        Stupendo. Mi piace molto come hai descritto la tua esperienza.
        Dal trailer il documentario è molto affascinante, sono rimasto con il sorriso stampato per tutta la durata. Ho potuto vedere qualche spezzone e la saggezza turca mi ha veramente stupito. In particolar modo quando definisce la natura dei gatti come consapevoli dell’esistenza di Dio che tramite gli umani si attua il suo volere, rispetto ai cani che confondono i padroni con Dio. Attendo quindi il tuo aggiornamento, o magari post dedicato, perché merita! 🙂
        Il famoso caviale di melanzana che dalla Grecia alla Giordania, passando per il Libano è il must della cucina turca. Nei mercatini, se hai avuto modo di soffermarti su quelle piramidi colorate, troverai il sumac che ha un gusto veramente affascinante. Se lo lasci in infusione in acqua (1-2 cucchiai ogni 250 ml) a temperatura ambiente, avrai una bevanda aspra e leggermente salina che ti donerà forza. Simile ad acqua e limone ma piena di vitamine e sali minerali per affrontare il caldo e la fatica. Inoltre è utilizzato anche come antipiretico per la febbre alta. 😉

        Per non parlare della pasticceria turca. Hai assaggiato la baclava?
        Senza parlare dei dolma! 😛

        Ti ringrazio per la risposta e sono contento di essere capitato fra le tue pagine. 🙂

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    2. Ma che belle paole grazieeee😊 Onestamente non sono molto per i dolci e quelli turchi sono un concentrato di zuccheri da carie istantanea😂 Certo ai loro mercati c’è da perderci la giornata!
      Per quanto riguarda i nostri mici ho aggiornato l’articolo, ma in effetti non sarebbe stato male dedicargliene uno…

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      1. amourisamore ha detto:

        Grazie a te per i succosi racconti! 🙂
        Ad ogni modo potrai creare una piccola sezione che riguarda la cultura gattara in ogni paese, differenze, credenze e sensibilità al tema micesco, magari arricchendolo con qualche storia di chi li accudisce, un po’ come descritto nel documentario, ma vissuto sulla tua pelle. 😉

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  2. giusymar ha detto:

    Volevo organizzare il mio primo viaggio a Istanbul a Gennaio quando avrò una settimana di ferie, ma mio marito è un po scettico e teme che non sia meglio una meta più tranquilla. io continuo a leggere tutto quello che mi capita sulla città e ne sento sempre racconti affascinati…

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    1. Istanbul è meravigliosa e la Turchia anche! Certo con Erdogan non si sa mai, questo bisogna metterlo in conto, io però ho seguito il mio istinto e sono partita. Non andrei certo a fare un tour della Siria, ma non voglio nemmeno farmi limitare da troppe paure. È ovviamente una scelta moooolto personale, fate quello che vi sentite e non sbagliate 😊

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      1. giusymar ha detto:

        Mi piace moltissimo il tuo approccio. Si credo che sia la cosa migliore. Quando andammo in viaggio di nozze secoli fa a Cuba (io incinta) ce ne dissero di tutti i colori….come puoi ben immaginare è stato un viaggio meraviglioso, stupendo e nell’incoscienza della gioventù ho mangiato di tutto….altro che solo acqua in bottiglia!! Siamo andati in qualsiasi stamberga erano così gentili, calorosi, amorevoli….chi pensava alle malattie…siamo stati felici e fortunati…viaggiare è un’avventura se non si ha lo spirito, meglio stare a casa…

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    2. La tua ultima frase è il succo di tutto! Alla fine l’avventura è proprio questo, non sai cosa ti aspetta e ne devi essere cosciente, altrimenti non partire. Cuba poi… è da tanto che voglio visitarla soprattutto per vederla prima che gli americani la rovinino! Bravi voi che siete riusciti a vederla nella sua totale autenticità!

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