Vietnam da nord a sud: spettacolare ma un po’ ti ho odiato

La baia di Halong, l’elegante Hanoi, le montagne al confine con la Cina, e poi giù fino a Saigon: vi racconto il mio Vietnam, e il nostro rapporto di amore/odio

A oggi, dopo molti viaggi nel Sud-Est asiatico, il Vietnam per me resta il Paese più bello di tutti. Vale la pena  andarci anche solo per vedere la baia di Halong.  Tra l’altro è una meta che non ho scelto di pancia come faccio di solito: dopo Malesia, Thailandia e Cambogia, la voglia di fare la zingara in Indocina, il paradiso dei backpacker soprattutto la femminile, non mi era ancora passata. Così un po’ per esclusione ho optato per il Vietnam, e per un mese intero l’ho percorso da nord a sud. Come definirei la mia esperienza? Conflittuale, per l’esattezza di amore/odio: il Vietnam è incredibile dal punto di vista delle bellezze naturali che lasciano davvero a bocca aperta, ma difficile sotto altri (e svariati) punti di vista.

vietnam da nord a sud

Prima di tutto, non c’erano molti viaggiatori zaino in spalla ma coppie e famiglie. Inoltre, imperava la frenesia dello spenna-turista e non il senso di beato relax tipico del Sud-Est asiatico. La popolazione poi poteva essere piuttosto rude. Palese infatti è il divario fra vecchia e nuova generazione, tra chi ha vissuto gli orrori della guerra con gli Stati Uniti, e chi invece ha avuto la fortuna di scampare la tragedia. I giovani sono molto amichevoli, amano parlare inglese, mentre tra gli adulti ho riscontrato una certa rudezza. Una volta ad esempio sono stata allontanata da un bar in cui volevo assaggiare la “bia hoi”, la tipica birra vietnamita, perché l’anziana proprietaria non amava gli occidentali. Certo non è stato piacevole, ma posso comprendere il gesto anche se ovviamente non lo approvo.

vietnam da nord a sud

Per il popolo vietnamita infatti provo un enorme rispetto. Nella loro lunga storia sono stati dominati per mille anni dai cinesi, poi è stata la volta dei francesi, fino alla guerra con gli americani. Risultato? Li hanno cacciati tuttiper la propria libertà hanno lottato  con le unghie e con i denti. Questo per dire che, se si vuole fare un viaggio consapevole, il Vietnam va approcciato con tutto il rispetto che merita. E ricambia con la sua infinita bellezza. Ma andiamo per tappe: pronte a viaggiare con me in Vietnam da Nord a Sud? Ecco la mappa così non vi perdete.

vietnam da nord a sud

Atterrata a SAIGON (la moderna Ho Chi Minh City, ma mi suona malissimo), ho passato solo un paio di notti in questa giungla urbana: pare che tutti i suoi 7 milioni di abitanti guidino uno scooter di cui suonano compulsivamente il clacson. Un consiglio: attraversare la strada nelle città vietnamite è un vero e proprio mestiere. Ci sono pochissimi semafori e i guidatori non amano dare la precedenza al pedone. Bisogna quindi essere molto zen: si deve attraversare senza correre, camminando lentamente, di modo che il branco selvaggio di macchine e scooter ti veda, rallenti, e ti schivi.
Onestamente Saigon non mi ha fatto impazzire, ma ha pagode e templi molto belli, e il Museo dei Residui Bellici, noto come il museo della guerra, è imperdibile per capire qualcosa di questo Paese.

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Il giorno dopo ho preso un volo interno AirAsia per raggiungere a Nord la capitale, HANOI. Meno caotica di Saigon, ha un fascino incantevole, un misto fra eleganza ed esotismo che le fa meritare appieno il soprannome di “dama d’Oriente”. E in effetti non mi sono mai sentita così tanto lontana da casa, una piccola musetta bianca, tutto era diverso da quello cui ero abituata.
Ad Hanoi le strade trasudano vita ed energia. Bellissima la passeggiata attorno al lago Hoan Kiem, che di notte si illumina di lanterne, ma l’apice della felicità l’ho toccato nelle viuzze del quartiere vecchio, dove sono incappata in un piccolo mercato. Ero l’unica occidentale, e ho provato quella sensazione che adoro, quella botta di adrenalina che mi invade quando sono di fronte al “diverso”: tra frutta e verdura tropicali mai viste, e venditori accovacciati per terra che tagliavano a pezzi poveri pesci boccheggianti, col sangue che scorreva lungo la strada, mi sono sentita davvero in un altro mondo.

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Dopo tanta città però avevo bisogno di natura, così tramite l’albergo in cui stavo, con un tour organizzato (circa 120 dollari, era praticamente impossibile muoversi in modo autonomo e a prezzi più bassi) ho passato due giorni nella BAIA DI HALONG dormendo su un piccolo battello. Il paesaggio è in assoluto uno dei più spettacolari che abbia mai visto in vita mia, costellato di 2.000 isolette color smeraldo. Abbiamo visitato le caverne, un’isoletta e poi fatto un bellissimo giro in canoa. Sono stata fortunata, il tempo era bellissimo, tranne per un’acquazzone tropicale notturno che ha comunque rinfrescato l’aria. Era la prima volta in cui dormivo in mezzo al mare: si vedevano solo le luci delle altre imbarcazioni, e il profilo delle isole illuminate dalla luna. Non c’erano rumori, solo quiete. Il resto, era notte.

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Ma un altro Eden mi attendeva. Tornata ad Hanoi, sono partita con un bus notturno alla volta di SAPA, antica stazione climatica francese. Qui è iniziata la mia carriera di “nightbussista”, ne ho presi ben 5 (leggete l’esperienza surreale nei “Consigli di viaggio” in fondo all’articolo)!
Sapa mi ha subito stregata e ci sono rimasta 4 giorni. È una cittadina tra le montagne a Nord-Ovest del Vietnam, a una manciata di chilometri dal confine cinese. La vista è mozzafiato, e spazia sulla profonda vallata e sulle terrazze di riso. Non serve una guida o unirsi a un tour, si può fare trekking in totale autonomia pagando solo l’ingresso ai vari villaggi. Volendo si può affittare un motorino (o pagare un driver, come me che sono un’inetta) per raggiungere i villaggi più lontani. Qui vivono le tribù di montagna, minoranze etniche che con i loro abiti tradizionali vengono a Sapa per vendere prodotti artigianali. È possibile anche soggiornare a casa loro, io purtroppo non ho avuto tempo di farlo. I dintorni di Sapa mi hanno rapito il cuore! l’Eden doveva essere così: una verde vallata, il fiumiciattolo nel mezzo, le casette dei villaggi.

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Dopo aver detto a malincuore addio a Sapa, sono tornata ad Hanoi per prendere un altro night bus verso Sud. Purtroppo ho avuto una brutta sorpresa: ho provato per la prima volta a prelevare e non ci sono riuscita, né con la carta di credito né con il bancomat (ve ne parlo nelle mie paturnie solitarie). Per fortuna avevo abbastanza contanti e mi sono ingegnata “strisciando” la carta in cambio di cash. Il viaggio però mi si è guastato.
Le tappe successive nella mia rotta verso Saigon sono state belle ma non paragonabili a quelle precedenti. Mi sono fermata a HUÈ (tappa forzata di una notte, si era rotto il night bus su cui viaggiavo), l’antica capitale imperiale che sorge lungo il Fiume dei Profumi, dove la Cittadella porta ancora i segni dei bombardamenti americani. Da lì sono partita per HOI AN, dove l’incantevole Città Vecchia è sì ben conservata grazie ai soldi del turismo ma, proprio per soddisfare la massa, sembra quasi fasulla. La notte è una meraviglia perché ovunque si accendono lanterne colorate. Qui sono riuscita a concedermi anche delle gitarelle al mare, in una spiaggia tranquilla distante dal centro solo 4 km e raggiungibile in bicicletta.

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Ultima tappa prima di tornare a Saigon e da lì in Italia, NHA TRAHG, la capitale balneare del Paese. Non mi è piaciuta per niente (l’ho finemente soprannominata “Nha MMMerda”). Sembrava una Rimini versione vietnamita, e in ostello mi hanno addirittura sconsigliato di stare in spiaggia da sola per via dei furti, e di uscire dopo il tramonto.
Ma come sempre, qualcosa di bello si trova: la galleria di Long Thanh, uno dei fotografi più noti del Paese (qui sotto uno dei suoi scatti più famosi, rigorosamente in bianco e nero). È riuscito a ritrarre il Vietnam per quello che è, e mi ci sono ritrovata pienamente: i visi degli anziani solcati dalle rughe come antiche mappe, i bimbi che giocano in acqua insieme ai bufali, il profilo delle contadine con il tradizionale cappello a cono sullo sfondo delle risaie. Quando sono uscita dalla galleria avevo le lacrime agli occhi. Con lo stress accumulato per la questione dei soldi mi ero dimenticata quanto fosse stupendo il Vietnam, e di quante fortissime emozioni mi avesse dato. Per fortuna, quelle foto me le hanno fatte rivivere tutte.

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© Long Thanh

 

CONSIGLI DI VIAGGIO

Visto
Ho dovuto acquistarlo prima di partire, e mi sono rivolta a un’agenzia per ben 150 euro, ma si poteva fare anche online pagando molto meno, peccato quelli del consolato si siano ben guardati dal dirmelo. Per soggiorni inferiori a 15 giorni e per ingressi singoli non è necessario. Fate i dovuti controlli sul sito “Viaggiare sicuri”.

Voli
Come per quasi tutti i miei viaggi in Indocina, esclusa la Malesia dove ho volato con la Singapore Airlines, ho scelto la Emirates partendo da Zurigo. Sono arrivata direttamente a Saingon (Ho Chi Mihn City) dopo aver fatto scalo a Dubai. Può essere conveniente volare su capitali come Bangkok e Kuala Lumpur e da lì appoggiarsi a una low cost (AirAsia in primis).

Dove dormire
Quando sono andata io, in agosto e quindi in bassa stagione, trovare posto per dormire è stato semplice, ce n’è per tutte le tasche. Ho speso sui 15 dollari a notte nelle città e sui 10 nelle altre località. Le sistemazioni erano super spartane, a me interessa solo siano pulite, il resto non conta!

Come muoversi
Per e da gli aeroporti ho prenotato il taxi tramite l’albergo dove soggiornavo (è un servizio che offrono quasi tutti) altrimenti pare si rischi di finire dall’altra parte della città dove ti obbligano a fare degli acquisti.
Ho viaggiato sui night bus perché sono più economici rispetto al treno. Al loro interno non hanno sedili ma tre file di pseudo letti, suddivisi a loro volta in due piani. È un’esperienza piuttosto hardcore (puzza di piedi, qualche scarafaggio che corre) ma ci ho fatto l’abitudine, ed è sicuro per noi donne perché non si è mai isolate. ATTENZIONE: contate che non sono puntuali e i guasti sono frequenti. Per andare a Hoi An abbiamo atteso ben 8 ore senza nessun tipo di risarcimento. Ci sono diverse compagnie, chiedete qual è la più affidabile.

 

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