Viaggiatrici solitarie, pronte a spiccare il volo?

Avete presente quell’entusiasmo che vi prende quando vi sentite completamente coinvolte in qualcosa che punta dritto al cuore? Non so, la cena con la persona giusta, un film che tocca tutte ma proprio tutte le corde, quella risata che toglie il fiato. Ecco, questa botta di vita l’ho provata sabato scorso quando sono andata a un incontro dal titolo “Perché viaggiare da sole? Oltre lo stereotipo di genere”. L’appuntamento si è tenuto a Milano in occasione della fiera “Fa’ la cosa giusta!”. A organizzarlo è stata Intimaluna, un’azienda che di universo femminile se ne intende. Sono intervenute una delle fondatrici di “Viaggio da sola perché, il cui nome basta e avanza (iscrivetevi al gruppo su Facebook, a oggi siamo 12.300 ed è fantastico), una psicologa e una sessuologa: il viaggio in solitaria è stato così affrontato da diversi punti di vista e in modo profondo, per nulla scontato, grazie anche al vivace dialogo instaurato con noi della platea.

viaggiatrici solitarie

Perché mi sono galvanizzata? Perché noi donne abbiamo tanta di quella potenzialità e di quella energia da riscaldare il mondo intero. Possiamo andare dove vogliamo e quando vogliamo, non c’è l’età giusta o l’età sbagliata, nessun limite, basta volerlo. Sentire le storie di chi ha mollato il lavoro e ha viaggiato mesi e mesi in Asia, chi ha fatto dello stare in perenne movimento uno stile di vita, chi anche con un marito parte in solitaria mi ha fatto sentire parte di un grande e meravigliosa famiglia di donne che non rinuncia alla propria passione a causa dei pregiudizi. Perché diciamolo, in Italia ogni cosa va fatta in compagnia di amici, parenti, fidanzati. Da sole MAI.
E proprio il fatto che usciamo dall’ordine prestabilito, e scopriamo di stare bene anche in questa dimensione, spaventa chi ci sta vicino e un po’ anche noi, perché mettiamo tutto in discussione. Ma è nel cambiamento che sta l’essenza di una vita vera e vissuta. La famiglia italiana infatti, pur essendo bellissima nella sua carica affettiva, può diventare al tempo stesso una gabbia dorata (avevo toccato l’argomento in questo post).

viaggiatrici solitarie

Bisogna quindi vivere in modo totalmente consapevole l’esperienza che si vuole affrontare: come vogliamo costruire il nostro percorso, come vogliamo rendere concrete le cose che ci fanno stare bene? Perché dalla teoria si può passare alla pratica. È una rottura con tutto quello cui siamo abituate, un’apertura a culture differenti che ci metteranno di fronte al fatto che non c’è un unico modo (quello che ci hanno insegnato) di reagire a una determinata situazione. E così abbandoniamo il nostro bagaglio culturale arricchendoci di esperienze che ci cambieranno per sempre.
Ma il viaggio in solitaria non è solo un viaggio dello spirito, è un viaggio nella propria sessualità. Superata la paura di essere violate (perché il rischio dovrebbe essere maggiore rispetto a casa propria?) viviamo questa esperienza in totale libertà. Nessuno ci conosce, nessuno ci giudica, e anche se fosse chi se ne fotte? Si è in un contesto totalmente al di fuori dell’ordinario, possiamo dedicare più tempo a noi stesse e, di conseguenza, alle persone che incontriamo. Si vive il momento temporaneo senza pensare ai soliti binari matrimonio-figli, ma con maggiore spontaneità. Attenzione, questo non significa avere solo storie di una notte: tra le ragazze presenti all’incontro, più di una ha o ha avuto relazioni di anni proprio con uomini conosciuti in viaggio.

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Più complesso il discorso di chi ha un fidanzato o un marito in Italia. In questo caso bisogna stare con una persona che non si limiti a voler condividere ogni minuto, in un rapporto che va al di là del momento presente. Come dire: avete presente quelle coppie al ristorante che non si parlano e guardano il cellulare? Nemmeno se fossero in due continenti diversi sarebbero più lontane di così.
E l’ansia dei figli per una mamma che viaggia da sola? Sì è parlato anche di questo: prima di tutto gli si darebbe l’esempio di una bellissima esperienza che un giorno potrebbero fare anche loro, e in secondo luogo si farebbe capire che una mamma è comunque una persona con una vita oltre la famiglia (e torniamo alla gabbia dorata).
Spero vi sia arrivato almeno un po’ dell’entusiasmo che mi ha esagitata, e di aver colpito il cuore di quelle donne che vogliono fare questa esperienza ma non hanno ancora spiccato il volo: ascoltate i vostri bisogni, affrontate i vostri limiti, è questa l’avventura più grande. Il viaggio in solitaria non sarà altro che il proseguimento di questo meraviglioso percorso dentro voi stesse.

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