Ansia dei parenti per il nostro viaggio in solitaria: come gestirla?

Bella domanda. Nel senso che io la mia risposta l’avrei, ma scomodando Tolstoj, “tutte le famiglie felici sono simili tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. Parliamo di delicatissimi equilibri e dinamiche totalmente a sé, che ognuna di noi conosce e con cui deve interfacciarsi.
Ci vorrebbe quindi una risposta politicamente corretta, ma non aiuterebbe voi e non piacerebbe a me.
Quindi mi viene subito da dire che la vita è nostra, solo nostra e di nessun altro. L’unica cosa che abbiamo veramente e su cui possiamo contare da qui all’infinito siamo noi stesse, e dobbiamo prendercene cura. Sappiamo cosa ci fa bene e cosa no, sappiamo quando vogliamo veramente qualcosa o quando possiamo rinunciarci. E lasciare che le ansie degli altri condizionino le nostre scelte non è sano a mio (politicamente scorretto) parere.
Dire a genitori, fratelli/sorelle, parenti vari ma anche amici che si parte da sole, in Italia desta sempre preoccupazione, a diversi livelli ma di questo si parla, perché non siamo culturalmente abituati a vedere donne che viaggiano senza amici o fidanzati. Per fortuna le cose stanno cambiando.

viaggio in solitaria

Nella mia modesta esperienza, ha inciso molto l’età e la consapevolezza. Appena diplomata, mi sarebbe piaciuto andare da sola negli Stati Uniti, in una città dove viveva un amico di mio fratello che avrebbe potuto darmi una mano. Quando l’ho detto a mio padre, il suo “NO” è stato talmente secco e senza via di uscita che io, nei miei 18 anni, non ho saputo ribellarmi, sicuramente anche perché sotto-sotto mi spaventava l’idea di andare così lontano da casa. A 23 anni ho fatto il mio primo semi-viaggio da sola, andando per i fatti miei a Londra per una vacanza studio, e nessuno mi ha messo i bastoni fra le ruote.

Quando ho fatto il primo vero salto bel buio in Cambogia ero ormai grande e vaccinata, e non mi sono lontanamente posta il problema di chiedere agli altri cosa ne pensassero. Era quello che volevo e da lì non mi avrebbe smosso nessuno. Mi hanno pregato di dare un segno di vita tutti i giorni per farli stare sereni, e così ho fatto perché era una richiesta comprensibile e non mi costava nulla. Ovviamente alla mia zia del 1936 che mi diceva “cosa vai in quei posti là” ho risposto con un sorriso. Poi quando sono seguiti altri viaggi in Asia si sono abituati, anche troppo direi: manco mi chiedevano se fossi arrivata, “tanto tu stai sempre bene” mi dicevano (ma non funziona proprio così… leggete qua).

Quello che bisogna fare a mio avviso è trovare il giusto equilibrio fra seguire il proprio istinto, e far star bene chi ti vuole bene. Ad esempio, una mia amica è andata in Indonesia ma Giacarta l’ha vista solo dall’aeroporto perché sua madre l’ha pregata di non andare (purtroppo a una sua conoscente è successa una cosa tremenda in quella città). E contate che viaggiava col fidanzato, per dire che anche in compagnia non si è immuni dalla preoccupazioni altrui. La mia amica si è fatta il suo viaggio, ma in questa supplica è venuta incontro alla madre.
Un’altra amica ha genitori super ansiosi, oltre la norma direi, quindi potete immaginare la reazione quando gli ha comunicato che per due mesi sarebbe andata a zonzo da sola per l’Asia. E quando sua sorella mi ha detto “sapendo come sono fatti mamma e papà potrebbe evitare di fare questo viaggio!” ne è saltata fuori un’accesissima discussione.

Detto questo, spero di non avervi dato la spintarella finale per prenotare un volo alla scoperta della Siria! Il “pericolometro” di ognuna di noi come ho scritto l’altra volta ha una sensibilità tutta sua, vurrìa mai che i vostri genitori mi maledicessero! Scherzi a parte, davvero credo che nella vita ci voglia un po’ di sano egoismo, e se nel profondo del cuore sappiamo che la decisione che abbiamo preso è quella giusta, andiamo dritte per la nostra strada. Nel quotidiano, chi più chi meno, abbiamo già le nostre ansie da gestire, non carichiamoci di quelle degli altri.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. illettorecurioso ha detto:

    Ottimo articolo! Lo inoltro subito ai miei genitori! 🙂

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    1. Per fortuna non sai dove abito😂😉

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  2. r3dhead ha detto:

    Bellissimo articolo e giustissimo! Io sono fortunata, i miei genitori ci hanno sempre lasciati liberi di girare. Sono stata una scout per 10 anni, e già da ragazzini andavamo via per 15 giorni dormendo in tenda! Mia mamma è una camminatrice pellegrina, ha fatto DA SOLA tutta la via Francigena, da Aosta fino a Roma, più altri cammini in Italia, sempre da sola. Già quando raccontavo ai miei amici che mia mamma andava in giro da sola (oltre che farsi un discreto numero di km a piedi!) mi chiedevano tutti se non fossi preoccupata! Ora che parto io da sola mi chiedono “ma non hai paura?/Ma tua mamma non è preoccupata?!” Con un esempio come il suo, come posso avere paura di andare via da sola? Anche io ho promesso di farmi sentire tutti i giorni, o comunque spesso, e come dici tu è una cosa che non costa nulla!

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    1. Ma tua madre è fantastica! Che esempio meraviglioso che hai avuto💖 Per la sua generazione era una mosca extra bianca.

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