Festival della Fotografia Etica: il mondo in mostra a Lodi

Per tutto ottobre Lodi ospita l’ottava edizione del Festival della Fotografia Etica: meravigliosi reportage mostrano il mondo nella sua potentissima umanità. Vi propongo il mio percorso

E ieri, in una bella domenica di sole, si è tenuta la tradizionale puntatina mia e dei miei amici al Festival della Fotografia Etica, in programma dallo scorso 7 ottobre fino al 29. Non ci siete mai state? Si tratta un bellissimo evento, giunto all’ottava edizione, che permette di fare un giro attorno al mondo con gli occhi ben aperti e una mano sul cuore. Lo scopo del Festival infatti è quello di portare l’attenzione del grande pubblico su progetti di carattere fotogiornalistico che trattano contenuti di rilevante impatto etico. Gli scenari umanitari e sociali sono forti, uno scossone per la coscienza insomma, ma attraverso scatti che a mio avviso sono una purissima forma d’arte: non può far altro che arricchirci.
Ma come funziona? Basta acquistare il biglietto (in fondo all’articolo vi do tutte le info utili) per avere libero accesso alle 34 mostre, e agli incontri con ben 20 fotografi che intervengono direttamente per presentare il loro progetto. Ci sono poi workshop, letture portfolio, presentazioni di libri e visite guidate.
Le mostre si snodano lungo un percorso che tocca 6 luoghi espositivi nel centro di Lodi, inclusi antichi palazzi e suggestive chiese sconsacrate. Vi agevolo il link con la mappa.

festival della fotografia etica
© Daniel Berehulak

I miei consigli
Le foto in mostra sono tutte belle, ma sono anche tante. Se come me avete intenzione di passarci un solo giorno, vi dico quali sono stati i miei reportage preferiti. Vi consiglierei di iniziare dal numero 5, presso Palazzo Barni, che ospita il World Report Award 2017. Fra i vari progetti esposti c’è quello di Daniel Berehulak, il mio preferito di tutto il festival: foto intensissime scattate nelle Filippine che raccontano la lotta spietata del Presidente Duterte contro i trafficanti di droga.
La seconda tappa la farei a Palazzo Modignani, il numero 4 del percorso, con vari reportage di grande impatto sulla crisi umanitaria del Sud Sudan, la fine della guerra civile in Colombia, il dopo Chavez in Venezuela e il suprematismo negli Stati Uniti.
Al numero 2, presso la ex Chiesa di San Cristoforo, si trova il collettivo fotografico NOOR, che riunisce un gruppo di visual storyteller, fotogiornalisti, film-maker, scrittori e artisti, tutti impegnati a testimoniare quanto avviene nel mondo. In particolare, hanno toccato il mio cuore le foto di Robin Hammond, Yuri Kozrei e Alixandra Fazzina.
Da non perdere anche le foto di Raffaele Petralla al Palazzo della Provincia di Lodi, il numero 3, che ritraggono una popolazione in una zona rurale della Russia e il loro rapporto pagano con la natura.

festival della fotografia etica

Festival Fotografia Etica

Festival Fotografia Etica

Una gitarella a Lodi
Oltre al piacere di visitare il festival, aggiungerei quello di fare un giretto per Lodi! Pur essendo milanese, ci sono stata per la prima volta proprio per il festival e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Parliamo di una città di 45.000 abitanti, dove nel weekend si respira ancora l’aria di paese, con tutta la gente in strada per lo struscio, intenta a bere un caffè in santa pace o a gustare un gelatino. E poi, a mezzogiorno tutto si ferma, tutti a pranzo in famiglia e tutte le vie si svuotano! Durante i vostri giretti per raggiungere i vari luoghi espositivi, vi imbatterete in antiche chiese e sontuosi palazzi. Nella piazza centrale, Piazza della Vittoria, si trova la Cattedrale, importante testimonianza del romanico lombardo risalente al dodicesimo secolo, mentre nella attigua Piazza Broletto dove si compra il biglietto (ho fatto la rima) c’è il Palazzo Municipale, costruito nel secolo successivo. E se poi avete tempo, fatevi una passeggiata sul lungo Adda, il fiume che bagna la città.

Foto di apertura: © Francesco Zizola

 

INFO UTILI

Come arrivare
Se non volete prendere la macchina, la stazione ferroviaria di Lodi si trova a un passo dal centro storico. Meglio fare il biglietto andata/ritorno perché la sera può esserci ressa in biglietteria.

Come acquistare il biglietto
Il costo del biglietto è di 12 euro, e la biglietteria (Ufficio URP in Piazza Broletto) è aperta dalle ore 9:30 alle 20 in tutti i weekend del festival. Dopo il pagamento (accettano solo contanti) vi verrà fornito un braccialetto di identificazione per l’accesso senza limite alle mostre e agli incontri in programma durante tutta la durata del festival.
PS: è possibile avere una riduzione a 9 euro con la tessera Coop ad esempio, date un occhio alla lista degli sconti.

Dove mangiare
Io propongo una sana colazione al sacco, ma se volete mettere le gambe sotto il tavolo c’è una serie di ristoranti convenzionati con il festival, trovate l’elenco nel programma che vi daranno.
Vi consiglio il Caffè Letterario in Via Fanfulla 3 (la stessa dove si trovano i punti 1, 2 e 3 del percorso espositivo), perfetto per un tè caldo all’interno o un cafferino nel cortile.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mari ha detto:

    È un bellissimo festival, l’anno scorso ho visto opere notevoli. Spero di riuscire a tornarci anche quest’anno ❤

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    1. Hai tempo fino al 29, dai dai dai che ce la fai 🚀

      Mi piace

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