Alla scoperta delle Cinque Terre

Cinque borghi abbarbicati sulle colline a picco sul mare, vicoli strettissimi e moli da fiaba. Le Cinque Terre danno emozioni memorabili, e un mal di chiappe tremendo con tutte quelle scale… ma vi assicuro, vi faranno toccare il cielo con un dito!

“Pronta, via, si parte!” Questa è stata un po’ la filosofia alla base del mio viaggio alla scoperta delle Cinque Terre, organizzato in una settimana e da cui sono appena tornata. Dopo il post scritto di getto (sono sempre i migliori) è giunto il momento di darvi tutte le info pratiche. Le dividerò in due articoli: in questo vi parlerò dei magnifici borghi, nel prossimo vi darò tutte le dritte per risparmiare con la Cinque Terre Card. Si tratta di una carta servizi per viaggiare in treno e fare tutte le escursioni nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, che insieme ai altri percorsi di trekking include i sentieri che collegano i borghi fra loro (l’accesso è a pagamento, salato aggiungerei).
Ma prima di tutto, dove si trovano le Cinque Terre? Sulla Riviera del Levante ligure, in provincia di La Spezia (ecco la mappa). Da Ovest verso Est, i paesini che si incontrano sono Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.

alla scoperta delle cinque terre

Era da un po’ che pensavo alle Cinque Terre, così ho cavalcato l’onda della congiunzione astrale in cui, per tre giorni, da lunedì di Pasquetta al mercoledì, non avevo impegni, compleanni, cazzi e mazzi, e pure il meteo dava previsioni piuttosto positive. Quindi la destinazione, una volta tanto, è stata la mia Italia!
Le Cinque Terre fanno parte del Patrimonio Unesco, e i borghi sono uno più bello dell’altro, tutti costruiti lungo i dorsi delle colline a picco sul mare, quindi preparatevi ad arrampicarvi lungo ripidissime scale all’insegna delle chiappe d’acciaio!
Ovunque, porte e finestre si affacciano su angolini che qualsiasi pittore vorrebbe immortalare, con piante e fiori in ogni dove. Io ho scattato quasi 300 fotografie. Da questo viaggio ho portato a casa il ricordo di vicoli così stretti da non poter aprire le braccia, del profumo di pesce, salsedine e limoni (qui vengono largamente coltivati, e il limoncello scorre come l’acqua). Per non parlare dei piccoli moli, i palazzi dai muri colorati, le barchette stile Braccio di Ferro. E ovunque il mare, con i suoi colori, le sue onde, la sua potenza. Bellissimi anche i terrazzamenti tipici della zona, coltivati a vite e olive in una tradizione ormai millenaria. E la focaccia? Oddio la focaccia! Focaccia, focaccia, come non ci fosse un domani!

Il primo paese che ho visitato è stato MONTEROSSO AL MARE. Adagiato in un golfo naturale, ha una parte moderna (dove si trova la stazione del treno) e una antica raggiungibile attraverso una breve galleria. Di tutti i paesi è il più grande, e sicuramente quello che vanta la spiaggia più bella, lunga e di ghiaia! Per il resto, onestamente è il borgo che mi ha colpito meno, forse perché ero molto provata dopo un trekking di tre ore da Levanto. Fare su e giù per boschi e sentieri è stato stancante, ma la natura è rigogliosissima e gli scorci da urlo. Quando poi oltrepassi il monte, ti si apre il golfo e tutta la costa con i paesini incastonati. Hai di fronte la conformazione del territorio come fosse un plastico, incredibile!

alla scoperta delle cinque terre

Un posto speciale nel mio cuore ce l’ha CORNIGLIA, dove sono stata in ostello. Si trova esattamente in mezzo ai cinque borghi ma soprattutto è il più arroccato di tutti, a 100 metri d’altezza abbarbicato sulla scogliera. Allenate i polmoni perché se siete a piedi dovete salire circa 380 scalini (bassi e larghi, ma se non gliela fate c’è un bus pubblico appena fuori dalla stazione). Forse proprio per i suoi scalini, o perché non è affacciata direttamente sul mare, i turisti preferiscono dormire altrove. Questo ha reso Corniglia, abitato da nemmeno 200 persone, la mia tana perfetta: dopo la bolgia di turisti, tornarci la sera era un piacere, la quiete era miracolosa. C’è una piazzetta principale con la chiesa, l’oratorio e il monumento ai caduti, e un paio di viette su cui si affacciano negozi, bar e ristoranti. Da qui si arriva alla lunga scalinata che porta alla Marina, la spiaggia di sassi del piccolo golfo.
A letto poi sentivo il canto dei grilli e il gracchiare dei rospi, meno poetico ma musica per le mie orecchie (il gallo all’alba le ha allietate un po’ meno, consiglio i tappi)!

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Il borgo che però mi ha veramente rapito è stato RIOMAGGIORE. Difficile dare preferenze ma se penso a quanto sia stato difficile andarmene dopo ben 3 ore, direi che sì, Riomaggiore è il mo preferito. Un labirinto di vicoli, forse ancora più aggrovigliato del solito, ti porta alla Marina, una piccola baia dove avrei passato la vita intera (mangiando la focaccia). Da qui si può fare una breve passeggiata che porta a una spiaggia di sassi incantevole, soprattutto se sei in primavera e la mancanza di sole si è fatta sentire! Qui ho chiacchierato con una signora, una maestra nata e cresciuta nel borgo, e le ho chiesto come sia possibile, per una persona abituata a un simile paradiso, andare altrove. Mi ha detto che la vita non è sempre facile, è tutto in salita, le case sono senza ascensore, le macchine hanno accesso solo un’ora al giorno, e in inverno è tutto chiuso. Però (perché c’è sempre un però) si vive in una vera e propria comunità, la gente si aiuta a vicenda. E comunque, non potrebbe stare lontana troppo tempo dalla sua terra: quando il marito la porta in montagna, con lo sguardo va sempre oltre alla ricerca delle linea che divide il mare dal cielo.

alla scoperta delle cinque terre

Anche MANAROLA è un piccolo paradiso terrestre. In alto, vicino alla piazza della chiesa, inizia il sentiero che porta a Corniglia, purtroppo chiuso da anni perché ritenuto pericoloso (una caduta di massi ha ferito dei turisti). È comunque possibile farne un tratto di circa 100/200 metri, da cui si può godere una vista a dir poco spettacolare! Nella direzione opposta invece c’è la famosa Via dell’Amore che porta a Riomaggiore. È il percorso che piace più di tutti perché non si tratta di trekking fra i boschi ma di una tranquilla passeggiata sulla scogliera a picco sul mare. Peccato sia chiuso anche questo tratto, sempre per salvaguardare l’incolumità delle persone.

alla scoperta delle cinque terre

L’ultimo paese che ho visitato è stato VERNAZZA. Il piccolo molo, che dà su una minuscola spiaggia di sabbia, invita davvero a sedersi e a gustare il panorama (mangiando la focaccia).
Anche qui parte un bellissimo sentiero verso Monterosso, accessibile sempre e solo a pagamento. Se non volete pagare non demordete, perché in direzione opposta, sulla strada che porta a Corniglia, l’ingresso a pagamento è posizionato piuttosto in alto, quindi senza aprire il portafoglio potete gustarvi uno dei panorami più belli delle Cinque Terre! Ai vostri piedi c’è tutto il paese, con la sua spiaggia e i terrazzamenti sulla collina, un sogno a occhi aperti! C’è una vista bellissima anche dal Castello Doria, antica fortificazione per l’avvistamento, ma non è paragonabile (l’ingresso costa 1,50 euro).

alla scoperta delle cinque terre

A mio parere questo è un buon periodo per scoprire le Cinque Terre, perché il delirio dell’alta stagione non è ancora iniziato. Inoltre è presto per fare il bagno, nel mio caso un aspetto positivo altrimenti avrei passato tutto il tempo in spiaggia e non avrei visto niente! La limpidezza dell’acqua mi ha lasciato a bocca aperta, talmente pulita che avrei potuto contare i sassi del fondale. E anche la cortesia dei locali mi ha colpito: onestamente non ho avuto esperienze sempre positive in Liguria, ma devo dire che qui sono stati tutti più che gentili! Ecco qua, spero di avervi fatto venire una gran voglia di partire! Per le dritte su come muoversi al risparmio, ci “rileggiamo” tra qualche giorno!

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