Weekend ad Annecy: una promenade sul lago in Francia

Chi ha mai sentito parlare di Annecy alzi la mano! Questa deliziosa città dell’Alta Savoia mi ha incantata! Un lago da cartolina, il dedalo di viuzze del centro medievale, i canali che ne fanno la “Venezia delle Alpi”! Ma soprattutto il pensiero: “E se mi fermassi a vivere qui?”

Che stranezza, quando mi è venuta voglia di scrivere questo post, il 16 marzo, era esattamente passato un anno dal mio viaggio ad Annecy! Sono andata per lavoro, quindi non è stata uno delle mie zingarate in solitaria, ma con l’ostinazione della travel addicted sono partita presto e tornata tardi, in modo da ritagliarmi un po’ di ore solo per me. E sono andata alla scoperta di questa Annecy che non sapevo nemmeno esistesse.

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Non sapevo fosse una deliziosa città francese dell’Alta Savoia, poco distante dal confine italiano e svizzero. Qui la vita è a misura d’uomo:poco più di 50.000 abitanti, un dedalo di viuzze medievali e soprattutto un lago incantevole circondato dalle montagne. Davvero, tutto quello che ti aspetti da una nuova meta lo trovi qui. Annecy è ideale per un weekend lungo, una valida alternativa alle località che ci propongono trite e ritrite in tutte le salse. Un vero e proprio gioiellino in cui mettere il cervello in folle, senza contare quello che offrono i dintorni: tra escursioni, pedalate e sciata è un tripudio di endorfine.

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Non sapevo Annecy fosse soprannominata la “Venezia delle Alpi” per via dei canali che attraversano il suo centro storico, chiamato Vielle Ville. Qui sono andata a zonzo senza meta, gustandomi la quiete delle viuzze dove un vaso di fiori, un lampione vecchia maniera, un negozietto di artigianato danno quel tocco di magia che conquista. Imperdibile la Fromagerie Pierre Gay, una bottega old style (nata nel 1935) dove capisci come vuoi morire: soffocata dai latticini (nonostante il tanfo). Senza parlare degli immancabili caffè che fanno così tanto Paris, con i tavolini all’aperto dove non sedersi a guardare la vita che scorre sarebbe uno sgarro imperdonabile.

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Non sapevo nulla di Annecy. Quindi quando mi sono trovata immersa in questo paesaggio di bellezze naturali e non, mi sono tolta tutti gli sfizi. Mi sono arrampicata per visitare lo Chateau che domina la città, ho magnato una crepe con tutti i crismi in un localino che guarda sul Palais de l’Isle, l’antica prigione che sorge su un isolotto triangolare nel mezzo del Canal du Thiou.
Ma soprattutto ho fatto un bel giro nei parchi, il Jardins de l’Europe e il Champ de Mars, attraversando il Pont des Amours, bellissimo nel suo ferro battuto. E ho passeggiata lungo il lago, sognando i 40 e passa chilometri di pista ciclabile che lo costeggiano.

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Quando vivi in una città frenetica come Milano, dove la mattina fai colazione con le polveri sottili e la fretta compulsiva, l’idea di uscire in pausa pranzo e sedersi sul molo a mangiare la schiscietta di fronte a un simile paesaggio ha del paradisiaco. Soprattutto se l’acqua del lago è di una trasparenza commovente, tanto da essere una delle più pulite d’Europa. Ovunque c’era gente che leggeva, che contemplava, che mangiava, che chiacchierava, tutto in compagnia della natura.

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Quello che mi ha dato Annecy è stata un’incredibile botta di vita. Ero in un periodo non particolarmente felice, era stato un lungo inverno, ero abbastanza fossilizzata a Milano ed ero entrata nel girone infernale degli sfigati: casa-lavoro/lavoro-casa. In più, una collega stronza si dilettava a mettere continuamente in dubbio le mie capacità. Ero un po’ persa insomma, o meglio, citando il francesismo di un mio amico, “non mi trovavo il culo con le mani”.
E Annecy, questa piccola città, mi ha rimesso in contatto con la bellezza: la bellezza di viaggiare, la bellezza di stare da sola, la bellezza del mio entusiasmo che da un po’ mi aveva abbandonato.

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Ma soprattutto, dopo tanto tempo che non mi allontanavo dalla mia città, Annecy mi ha ricordato che poco lontano da casa ci sono cento, mille posti meravigliosi da visitare o in cui, perché no, andare a vivere. Non scoprire queste chicche preziosissime per il cuore e l’anima, con la scusa del grigiore invernale, dell’apatia, della pigrizia, è pura bestemmia. Basta davvero poco per ripigliarsi, per capire che la routine è il peggiore dei mali. E ribellarsi.


CONSIGLI DI VIAGGIO

Come arrivare
Il sono partita in treno da Milano, e con un cambio in Francia sono arrivata ad Annecy in poco più di 5 ore. La stazione è a un passo dal centro. Inoltre Annecy dista solo 2 ore da Lione e poco meno di 4 ore da Parigi (potrebbe quindi essere un’incantevole tappa verso la capitale). I biglietti sono acquistabili sul sito delle ferrovie francesi.
Se invece il treno è infattibile, si può andare in aereo atterrando all’aeroporto di Annecy-Meythet.
Se preferite muovervi in macchina, per avere un’idea Milano è lontana circa 340 chilometri, Parigi 560 .

Dove dormire
Annecy è super attrezzata quindi c’è l’imbarazzo della scelta. Io ero ospite di un’azienda che mi ha piazzata all’Hotel Carlton, un 4 stelle che non so voi ma io non potrei permettermi. Ad ogni modo, è in una bella posizione e, per quelli che sono i miei canoni da barbona, non poteva che essere stupendo!
Ad ogni modo, la certezza è quella di prenotare con laaaargo anticipo in alta stagione perché arrivano ondate di turisti. Ci sono sistemazioni per tutti i portafogli, e presso l’ufficio turistico potete avere le dritte che vi servono.

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