Cambogia: la prima volta (da sola) non si scorda mai

In Cambogia, dove è scoppiata la mia passione per i viaggi in solitaria, ho lasciato il cuore. Una terra meravigliosa in cui non ci sono solo i templi di Angkor, ma anche, e soprattutto, i dolci sorrisi del suo popolo. Seguitemi in questo itinerario di 4 tappe che attraversa il Paese da Nord a Sud

Guarda la mappa con le varie tappe

Ogni volta che penso alla Cambogia, si apre un sorriso sul mio viso, è un riflesso incondizionato. È stato il mio primo viaggio da sola, nel lontano 2010, tanto pensato, voluto e soprattutto meritato. Un lutto mi aveva devastata, avevo bisogno di stare lontana da tutto e tutti, in compagnia solo delle mie emozioni per ritrovare me stessa. Una frase trita e ritrita, ma mi ero completamente persa nel mio dolore, non trovavo via di uscita.
Ma perché proprio la Cambogia? Essenzialmente per due motivi: molti backpacker me l’avevano consigliata nei miei viaggi precedenti in Malesia e Thailandia. Me la descrivevano come una terra meravigliosa, e sicura per le donne in solitaria. Ho provato quella strana sensazione allo stomaco che ho poi imparato a seguire a occhi chiusi, perché significa che la destinazione è quella giusta. Appena arrivata in Cambogia mi sono sentita a casa. Prima e unica volta in vita mia. Impossibile spiegarlo, era come se davvero la conoscessi già. Forse in un’altra vita, chissà…

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La seconda ragione è per il famoso “sorriso khmer” (la prima etnia in Cambogia) che infonde un incredibile ottimismo. Se pensiamo a quello che i cambogiani hanno vissuto durante il regime di Pol Pot, che dal 1975 al 1978 ha sterminato 2 milioni di persone, ovvero 1/3 della popolazione, alla guerra civile che ne è seguita e alla povertà attuale, la domanda nasce spontanea: ma come fanno a sorridere ancora? Avevo bisogno me lo insegnassero, perché in quel momento della mia vita mi ero dimenticata come si faceva. E così è stato. La gentilezza e la dolcezza dei cambogiani per me non hanno eguali.
Questo per farvi capire cosa mi ha portato in quel Paese, e cosa ci si deve aspettare. Passiamo quindi alle 4 tappe del mio viaggio, partito da Nord verso Sud.

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SIEM REAP E I TEMPLI DI ANGKOR
Angkor è il simbolo incontrastato della Cambogia. Parliamo infatti di un sito archeologico di 400 km2, che un tempo ospitò la capitale dell’Impero khmer. Orgoglio spirituale e nazionale, patrimonio dell’UNESCO, vanta centinaia di templi induisti e buddisti. Il più famoso è Angkor Wat, l’edifico sacro più grande del pianeta, ma quelli imperdibili sono davvero tanti: Bayon, Ta Phrom (dove edifici e giungla vivono in simbiosi, location di Tomb Raider per intenderci), il complesso di Rolous solo per citarne alcuni. I templi furono costruiti orientativamente dall’800 al 1400, e sono la più maestosa testimonianza del passato cambogiano. Nonostante la ressa, visitare questi luoghi è pura magia.
La cittadina di Siem Reap è il punto nevralgico che ospita alberghi e guesthouse per andare alla scoperta di Angkor. Per visitare il sito bisogna acquistare un biglietto giornaliero (20 dollari), oppure una tessera che dà accesso per tre giorni (40 dollari) o una settimana (60 dollari). Io ho optato per la secondo e mi è bastata. Per muovermi non ho seguito tour organizzati ma avevo il mio taxi driver che per 10 dollari al giorno mi scorrazzava ovunque. Si può andare anche in bici se siete coraggiose, ma il caldo e le distanze ammazzano, sappiatelo!

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UN VIAGGIO SUL FIUME VERSO BATTAMBANG
Questo lo consiglio davvero a tutte, perché è il viaggio fluviale più bello della Cambogia! Da Siem Reap ho preso una piccola imbarcazione che, percorrendo il fiume Stung Sangker, mi ha portato a destinazione. Il viaggio è stato più lungo e più caro rispetto a quello in bus, ma ovviamente non c’è confronto. La cosa più bella è vedere i villaggi sull’acqua, dove la gente vive in casette costruite sulle zattere. Scopri la vita sul fiume con pescatori e commercianti, bambini che fanno il bagno, è un altro mondo! E tutti che ti salutano!
L
a città di Battambang, la seconda della Cambogia per dimensioni, in sé non ha niente di speciale a mio avviso, ma la campagna circostante è a dir poco spettacolare. Qui ho ingaggiato un moto taxi che sempre per 10 dollari mi ha portato in giro tutto il giorno come una trottola. Ho visitato i templi di Phnom Banan e il bellissimo Phnom Sampeau, da cui si ha una vista sulla campagna circostante che fa battere forte il cuore. Altrettanto forte ma nel senso opposto la vista nelle Grotte dell’eccidio: scendendo una lunga scalinata si arriva all’interno di una caverna dove si trovano ossa e teschi. Guardando in alto si vede un’apertura, dalla quale i khmer rossi gettavano i prigionieri. Ho iniziato a piangere a singhiozzi come una bambina. La Cambogia non è solo questo, ma se la si vuole conoscere nel profondo bisogna accettare anche dei pugni nello stomaco.

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PHNOM PENH, LA CAPITALE
Quello che mi è piaciuto di Phnom Penh è che, rispetto ad altre capitali del Sud-Est asiatico come Bangkok, Kuala Lumpur o Hanoi, è meno caotica e soprattutto molto meno turistica. C’erano delle volte in cui ero l’unica occidentale, e questo per me vuol dire stare in paradiso! Trovarmi di fronte al diverso è ciò che mi manda davvero in visibilio! C’erano donne che camminavano con le ceste sulla testa, barbieri improvvisati lungo la strada con lo specchio attaccato al muro, risho alla vecchia maniera, con un lungo sedile di paglia davanti e il guidatore che pedala alle tue spalle.
Adagiata sulle rive del Mekong, dove confluiscono le acque dei fiumi Tonlè Sap e Tonlè Bassac, Phnom Penh ospita due milioni di abitanti. Di cose da vedere a fare ce ne sono molte, dal Palazzo Reale alla Pagoda d’Argento, dal Museo Nazionale al Tuol Sleng. Quest’ultimo è una crudissima testimonianza del regime di Pol Pot: si tratta di una ex scuola convertita in un carcere, con tanto di foto dei detenuti prima e dopo le torture.
Ma per tornare alla disarmante bellezza di questo Paese, fate un salto nei mercati! Incontrerete i locali, sentirete il profumo del cibo tipico, vedrete alimenti mai visti! Molto bello, soprattutto per la cupola che lo sovrasta, è il Mercato Nuovo (Psar Thmei), ma io ho preferito quello Russo (Psar Tuol Tom Pong), con i suoi corridoi minuscoli mi pareva più tipico, e i prezzi erano più bassi.

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KAMPOT, UN TOUR PER IL PARCO NAZIONALE
Questa meta l’ho decisa all’ultimo, ascoltando i consigli di altri viaggiatori, e non me ne sono pentita! Quello che mi attirava era il Parco Nazionale di Bokor, quasi 1.600 km2 di foresta! Per visitarlo mi sono unita a un gruppo turistico: è bene sapere che la Cambogia è ancora molto minata, e uscire da percorsi sicuri può costarti una gamba, se va bene, o la vita. Oltre al Parco ho visitato la stazione climatica francese (un relitto dello sfarzo del passato). Andare a zonzo per la foresta ha richiesto uno sforzo immenso da parte mia, perché ho la fobia delle sanguisughe! Dove l’umidità è al massimo questi animali schifosi abbondano. Ma ne è valsa la pena, perché il panorama era davvero immenso: mare, mare a ancora mare a perdita d’occhio! Un meraviglioso addio dunque, perché era l’ultima tappa del mio viaggio cambogiano. La destinazione seguente era Ko Chang, isola tailandese: nuova meta, nuova avventura, ma ve ne parlo in un altro articolo.

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CONSIGLI DI VIAGGIO

Visto
Viene rilasciato all’arrivo presso l’aeroporto (ovviamente per sicurezza informatevi prima della partenza).

Volo
Ho volato su Kuala Lumpur con la Emirates partendo da Zurigo. Questo perché di voli diretti a buon prezzo non ce n’erano, e solo dalla capitale malese c’era la connessione con Siem Reap (volevo visitare la Cambogia partendo dal Nord)

Come muoversi
La Cambogia è organizzatissima per gli spostamenti e i prezzi sono bassi. Vi ricordo che ho viaggiato nel 2010 quindi ci saranno stati dei rincari immagino. Ai tempi poi la linea ferroviaria per passeggeri era praticamente inesistente, forse ora le cose sono cambiate.
E
cco comunque le mie tratte per darvi un’idea:
Siem Reap – Battambang: viaggio fluviale di 7 ore (non credete quando vi dicono 4/5…) al costo di 19 dollari
Battambang – Phnom Penh: viaggio in bus di 5 ore al costo di 13 dollari
Phnom Penh – Kampot: viaggio in bus di 4 ore al costo di 10 dollari (qui sono andata a memoria perché non ho trovato la ricevuta, in genere conservo tutto sono una nostalgica)

Dove dormire
Trovare alloggio è stato semplice, ce n’è di tutti i tipi e per tutti i budget. Contate che io ho viaggiato ad agosto, ovvero bassa stagione. Non posso consigliarvi le guesthouse in cui sono stata perché sono passati un po’ di anni e sul web non le ho trovate. Per darvi un’idea, a parte Phnom Penh dove ho speso 10 dollari a notte, nelle altre tappe ho pagato 5, per stanze molto ma molto semplici e con bagno interno.

Sicurezza
Io non ho mai avuto il senso del pericolo. Devo dire però che a Phnom Penh ho chiesto consiglio alla proprietaria della guesthouse sul portare con me la mia macchina fotografica (una semi-professionale) e sul girare a piedi da sola la sera, e in entrambi i casi mi ha risposto che era meglio evitare.

CONSIGLI LETTERARI
Qui vado sulla fiducia perché non l’ho ancora letto: “Fantasmi” del mio adorato Tiziano Terzani

 

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mari ha detto:

    Mi hai riportata indietro nel tempo, vidi la Cambogia nel 2015, in un bel viaggio a zonzo per l’oriente :). Attraversato il confine via terra dalla Cambogia ci dirigemmo a Battambang, in un viaggio assurdo in macchina con altre 5 persone. Anche noi visitammo i luoghi della memoria, ricordo ossa e teschi e la storia dolorosa. Ci spostammo da Battambang a Siem Reap via nave, un viaggio che normalmente impiega 4 ore, ce ne mettemmo 11 a causa della stagione e delle frequenti secche che incontravamo. E i bellissimi templi di Angor, ma anche le contraddizioni di Siem Reap: mutilati e poveri che vivevano lungo i marciapiedi e alberghi di lusso con alberi pieni di lucine scintillanti.

    Fu il mio primo viaggio in un altro mondo, prima mi ero mossa solo in Europa, un viaggio pieno di emozioni, contraddizioni, culture, modi di essere, bellezze, miserie.

    Un saluto!

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    1. Beh come prima esperienza asiatica, deve essere stata una bella botta culturale, complimenti per la scelta! Io ero passata prima per la Malesia e la Thailandia, decisamente più agiate. Ma il mio cuoricino è rimasto in Cambogia, anche dopo altri viaggi ❤

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  2. Mari ha detto:

    Ps: errata corrige, non 2015 ma 2005 :))

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