Seconda tappa a Copenaghen, la tranquilla metropoli

Come promesso, eccomi tornata a Copenaghen, per non perdermi niente di questa bellissima città: dal quartiere più trendy a quello più elegante, tre giorni no-stop di vita/cultura/cibo della capitale danese!

Guarda la mappa di Copenhagen

Appena lasciata Copenaghen due mesi fa, al mio arrivo in Danimarca, avevo già in mente di fermarmi qualche altro giorno prima del rimpatrio. Quello che mi piace della capitale è che offre tutto ciò che ti aspetti, da musei a ristoranti, da negozi a vita notturna e chi più ne ha più ne metta, ma mantiene incredibilmente un’aurea di pace e tranquillità. Ho così deciso dedicarle altri tre giorni pieni, per la massima felicità dei miei piedi vista la media di 7 ore di cammino per day!
Ecco le tappe fondamentali del mio secondo tour per Copenaghen.

La vivace Nørrebro
Questo quartiere è stato una bellissima sorpresa! La zona più ruspante della città… anche se “ruspante” a Copenaghen assume toni decisamente più pacati rispetto al resto della capitali europee che ho visitato.
Dal mio ostello che si trovava a Vesterbro, sul lato ovest della stazione centrale (ottima scelta, nei Consigli di viaggio trovate tutti i dettagli), ho risalito i laghi, ovvero quattro ampi canali (consiglio di fare una bella passeggiata anche quando cala il buio, con le case illuminate è uno splendore). Mi sono addentrata nelle varie vie fino a raggiungere il parco del quartiere, dove si trova anche il cimitero di Assistens Kirkegård, ultima dimora, tra gli altri, del filosofo Kierkegaard e dello scrittore Andersen. Anche i cimiteri aiutano a capire la cultura di un popolo, con tombe molto curate e spesso “addobbate” come a volerle rendere più accoglienti.
Da qui ho girato tutta la zona, caratterizzata da grossi caseggiati in mattoni. Mi è piaciuta molto perché è meno turistica e si respira aria di quartiere, con ristorantini etnici, murales, negozi di frutta e verdura e accoglienti caffetterie. Ma è anche la meta prediletta dai giovani, con locali per la movida notturna e boutique di abbigliamento e design.

L’antico Nyboder
A Nord di Copenaghen si trova il vecchio il Nyboder, un quartiere residenziale del 1600 con lunghe file di case a schiera color giallo in cui viveva il personale della Marina militare. Attorno, altre viuzze con casette di tutti i colori. Avrei voluto bussare e chiedere “Scusate, è permesso… posso vedere casa vostra?”. Ma devo dire che anche da fuori la curiosità può essere appagata… In Danimarca, come del resto è usanza nel Nord, le tende sono quasi sempre assenti. Già appena arrivata due mesi fa ero entrata in meditazione guardando la vita che scorreva dentro gli appartamenti, e da queste piccole case il godimento è massimo! Le luci calde, le poltrone con morbide coperte, abatjour vintage, candele accese… la tipica atmosfera hygge che amo tanto. Quello che mi ha colpito, ancora una volta, è come a un passo dal centro si possano trovare zone di pace, per una domenica pomeriggio fuori dal mondo e soprattutto dalla frenesia dello shopping natalizio!
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a qui ho anche visitato il Kastelet, un’antica cittadella militare a forma di stella circondata da due fossati. Oltre agli antichi edifici, si trova anche l’ultimo mulino a vento di Copenaghen. È aperto al pubblico, e facendo una passeggiata lungo l’antico cammino di ronda si gode la vista sul porto e la Sirenetta.

La snob Frederiksberg
Questo è uno dei quartieri più signorili di Copenaghen, con viali alberati in cui vive prevalentemente la classe agiata. Non ci sono negozi, non c’è traffico. Ci sono i tipici grandi ed eleganti palazzi in mattoni, quelli che ti fanno immaginare donne d’altri tempi passeggiare a braccetto per strada con il proprio marito, oppure deliziose villette indipendenti.
Imperdibile il parco Frederiksberg Have, uno dei più grandi e romantici di Copenaghen. Ovviamente in inverno non può dare il meglio di sé, ma si può capire che bomba di colori sia in primavera ed estate. Come d’abitudine danese, è curato nei minimi dettagli, sembra un parco giapponese in versione nordica. Laghetti, ponti, piante e fiori mai visti… consiglio di fare una lunga passeggiata, e di sedersi su una delle panchine di legno e guardarsi intorno, dà pace!

Dove mangiare
A Copenaghen ci sono mille posti tra ristoranti e piccoli locali, il problema però è sempre uno: ma quanto è cara?!? Io da squattrinata quale sono ho sempre cenato in ostello, avere la possibilità di cucinare è una salvezza per il portafoglio, e anche per l’anima del viaggiatore: mentre affetti la cipolla o lavi i piatti conosci sempre gente da tutto il mondo con cui sederti a tavolo e fare due chiacchiere. Ma per pranzo, durante i tour senza fine alla scoperta di Copenaghen, consiglio questi due posti dove si mangia bene a poco!

Copenhagen Street Food
In un vecchio magazzino sulla Paper Island ((Papirøen) troverete una quarantina tra stand, furgoni e bar dove mangiare cibo di strada da tutto il mondo! Non è tipicamente danese ma visto che mi hanno consigliato tutti di andarci non ho voluto mancare l’appuntamento culinario. Dalla focaccia italiana al burrito messicano, dai noodles coreani alla carne brasiliana non avete che l’imbarazzo della scelta. Io ho optato per un wrap con falafel, una specie di pita del Medio Oriente (la prima scelta sarebbe stato l’enorme panino marocchino, ma la fila mi ha fatto cambiare idea). Basta trovare posto per sedersi a uno dei vari tavoloni comuni e il gioco è fatto! Datevi una mossa però: l’anno prossimo scade la licenza municipale e l’intera isola verrà riqualificata grazie a un grandioso progetto che partirà nel 2018… ma si dovrà dire addio al Copenhagen Street Food (leggete questo articolo se volete saperne di più).

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Photo credit: News Oresund via Visual Hunt / CC BY

Torvehallerne KBH
Questo bellissimo mercato alimentare al coperto nel piazzale dove si trova la stazione di Norreport è diviso in due stilosissimi padiglioni in vetro. Circa 60 bancarelle offrono un po’ di tutto, dal pesce fresco alla carne, dai dolci ai formaggi. Ci sono molte specialità danesi ma anche angoli internazionali dove mangiare tapas spagnole, spaghetti nostrani, sushi giapponese e così via. Oltre ad acquistare delle prelibatezze, potete sedervi al bancone o ai tavolini di piccoli ristoranti e dare sfogo alle vostre voglie gastronomiche. Consiglio un locale specializzato in smørrebrød, uno dei piatti danesi più tipici: pane di segale imburrato, generalmente scuro, ricoperto di varie sfiziosità, sia di pesce sia di carne. Alla fine ho optato per la Boutique fisk (il nome è tutto un programma) dove ho provato un’altra specialità, una grossa polpetta di pesce fritta e passata al forno, con salsa tradizionale (una sorta di insalata russa) e l’immancabile pane nero. Una scorpacciata nordica di salute che mi ha dato una gran soddisfazione.
Se volete cenare contate che al massimo chiude alle 20.


CONSIGLI DI VIAGGIO

Come muoversi
Trovate varie info sul primo articolo dedicato a Copenaghen. Quando sono arrivata ho preso la metropolitana dall’aeroporto di Kastrup al centro città, ma al ritorno ho optato per il treno. La cifra è la stessa (37 corone, circa 5 euro) e in 20 minuti sei a destinazione. Il biglietto si compra alle macchinette o agli appositi sportelli (va acquistato lo stesso giorno dell’utilizzo).

Dove dormire
Mentre all’arrivo sono andata al Copenhagen Downtown Hostel, per il ritorno ho scelto l’Urban House, per il fatto che avevo intenzione di visitare la zona ovest della città e mi tornava logisticamente più comodo.
Devo dire che non c’è confronto! I prezzi sono più o meno gli stessi, ma a una cifra più bassa ho potuto dormire in una camerata da 8 solo donne (nell’altro ostello ce ne era solo una da 4 più cara). La stanza era decisamente più ampia e con bagno interno. C’erano gli armadietti e persino gli asciugamani. Ha molte aree comuni con divani, poltrone, televisione, tavolo da bigliardo, sala da pranzo e via dicendo, oltre a una cucina spaziosa e ben fornita. La posizione è un po’ meno centrale ma è a un minuto dalla stazione dei treni e appena 10 dal centro storico.

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