On the road again: destinazione Danimarca

Dovendo trovare lavoro in un Paese ancora in crisi economica, sarebbe buona cosa starsene a casa, seduta alla scrivania davanti al pc a mandare curriculum tutto il giorno, a tutti. Sperando che prima o poi qualcuno (chiunque) risponda. Per lo meno questo è ciò che farebbe il 99% della gente. Io faccio parte di quell’1% che invece preferisce cercare collaborazioni da giornalista squattrinata da un’isola nel Mar Baltico, a tre ore da Copenaghen.

Ed è proprio lì che sono diretta, per la precisione a Bornholm (guarda la mappa), a lavorare ancora tramite Workaway  in un piccolo albergo di nome Klippen. Vitto e alloggio in cambio di 5 ore di lavoro al giorno, 5 giorni a settimana. L’idea è quella di tornare per Natale. Intanto ho affittato casa con Airbnb; non è facile lasciare il proprio nido in mano a degli sconosciuti, ma è un compromesso che accetto volentieri.

A seconda di come la guardi, la situazione in cui mi sono trovata può essere una potenziale merda o una potenziale opportunità. Io opto per la seconda. Non senza una serie di allucinanti montagne russe emotive, che mi hanno portato a toccare il fondo e a risalire piano piano.
Sta di fatto che ho vissuto più in questi quattro mesi che negli ultimi quattro anni. Se un momento è difficile, non è scritto da nessuna parte che ci si debba limitare a sopportarlo; quello che voglio è proprio sfruttarne il lato positivo, perché ce ne è sempre uno: non sono mai stata così libera in vita mia. Se non lo faccio ora, non lo faccio più.

Ho sempre avuto la fissa di fare un’esperienza all’estero che non fosse solo una vacanza di qualche settimana. Voglio che il mio inglese diventi perfetto. Dopo un mese in Irlanda ci saranno due mesi in Danimarca o chissà, forse tornerò prima richiamata da un lavoro decente in patria, o magari andrò in un altro Paese. Questo al momento non lo so.

So solo che dopo la bellissima esperienza di Killarney qualcosa è cambiato. Ho bevuto troppa Guinness? C’erano funghi allucinogeni nell’Irish stew? Tutta quella pioggia mi ha annacquato il cervello? Chi lo sa. Ho avuto la fortuna di incontrare persone meravigliose con cui confrontarmi. Dopo nemmeno tre settimane dal rientro avevo già comprato un altro biglietto aereo e trovato un nuovo host per cui lavorare in Danimarca.
La mia unica certezza è che, banalmente, questa vita è troppo breve per non provare almeno una volta a viverla davvero. Andrà bene, andrà male, il tentativo l’avrò fatto. Non voglio rimpianti.

PS: chiedo scusa per la foto un po’ sgranata, ma è frutto di tanto amore e di una serata di insulti… grazie Roby 🙂

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