Ring of Kerry: un tour sull’anello d’Irlanda

Non sono una donna da tour turistici. Il fatto di dover essere portata e depositata a destra e a manca come un pacco con tanto di timer per risalire ogni volta sul pullman mi fa venire l’orticaria. Ma per visitare il Ring of Kerry non ho avuto scelta: anche se avessi rotto il salvadanaio e affittato una macchina, probabilmente guidando a destra avrei fatto un frontale al primo incrocio.
Questo per dire che non ho potuto concedermi il tempo di cui ho bisogno per respirare a pieni polmoni il panorama ed entrare nello stato di meditazione mistica che mi illumina in questi casi. Ciò però non vuol dire che non sia stato meraviglioso.

Il Ring of Kerry (nome della contea) rappresenta infatti una delle tappe imperdibili per chi vuole conoscere l’Irlanda. Ma andiamo per gradi: si tratta di un percorso a forma di anello che si snoda per circa 180 km lungo la penisola di Iveragh. Partendo da Killarney, può essere percorso in senso orario o, come nel mio caso, antiorario. Oltre alle tappe obbligate lungo la strada per ammirare il panorama costiero, ci si ferma in varie località come Waterville, Cahersiveen, Kenmare e altre ancora.

A rendere così battuto questo itinerario è il fatto che offre i paesaggi tipici che ci si aspetta dall’Irlanda: vedute sconfinate sull’oceano Atlantico, coste frastagliate a picco sul mare, cottage solitari immersi in una vegetazione selvaggia. Se poi il tutto è avvolto da una malinconica nebbiolina, le aspettative sono esaudite al 100% (a parte quando ti fermi in un ristorante che promette la “best view” del paese e hai una visibilità di 10 metri).
A ogni curva appare uno scorcio mozzafiato, fosse stato per me il tour sarebbe durato 24 ore invece di 7. Come sempre, a emozionarmi di più è la libertà di far vagare la vista in un paesaggio incontaminato. Sembra le coste irlandesi siano l’ultimo baluardo di umanità prima di un oceano senza fine.
Il tour è poi terminato in bellezza al Ladies View, un angolo panoramico che domina dall’alto Killarney e il suo parco nazionale. Tornare “a casa” all’ostello, in quella bellissima valle, non è poi così male direi.

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